Filograna: «Speculazioni su di me»

19/12/2001

Milano






«Speculazioni su di me»

PESCHIERA — «Sono pronto a farmi da parte se all’orizzonte si profilasse un gruppo con reali credenzialità, disposto a investire senza interessi nella speculazione edilizia. Potrei vendere o diventare socio di minoranza di fronte al proseguimento dell’attività aziendale, sulla base del mio piano di rilancio». Ad aprire nuovi scenari nella vicenda della Postalmarket è Eugenio Filograna (nella foto), l’imprenditore che nel ’99 rilevò l’azienda con un investimento iniziale di 14 miliardi e altri 6 diluiti nel tempo.
Tra le dichiarazioni choc di Filograna, anche un possibile «complotto» a fini speculativi, per l’acquisto del patrimonio immobiliare Postalmarket. Si tratta di 10 ettari di terreno a uso industriale situato nel triangolo d’oro di San Bovio, posta allettante per alcuni costruttori di spicco. «Non vorrei che l’obiettivo nascosto sia una speculazione edilizia – dice Filograna -, ancorata a un interesse a modificare o affossare il piano di rilancio industriale. Tre anni fa ho acquistato per 28 miliardi un immobile che oggi ne vale 75: un’area di 74 mila metri quadri edificati e 10 ettari di terreno. Inviterò i giudici ad accendere i riflettori su quanto è successo nel circondario di Peschiera e valutare eventuali interessi speculativi. Postalmarket si trova in un punto strategico, tra una grossa casa editrice e complessi immobiliari venduti a 8 milioni al metro quadro. In un territorio segnato da una bufera giudiziaria».
Oggi il commissario giudiziale presenterà ai sindacati i dettagli del piano di rilancio industriale, basato su un forte taglio occupazionale e l’assunzione futura di 300 persone. «Nel caso in cui si facesse avanti un imprenditore capace di integrare il suo gruppo con il mio, creando nuove sinergie industriali – continua Filograna – farei non uno ma tre passi indietro. Potrebbe essere per esempio una casa editrice o un gruppo in grado di migliorare il mio piano. Qualche contatto c’è già stato, non ho trattato con nessuno ma si sono fatti avanti almeno tre gruppi importanti. Il mio intervento è finito con il piano di risanamento, il licenziamento di 392 persone ritengo sia una strada obbligata, affiancata da un eventuale ricollocamento di un 10 per cento in Postalmarket, dopo corsi di aggiornamento. Sono ottimista per le decisioni del giudice, quando valuterà il piano farà rivivere l’azienda».

di Patrizia Tossi