Filcams diffida le imprese sul contratto

14/06/2011

Terziario, Contestata la validità dell`accordo firmatolo scorso aprile da Fisascat e UiItucs

Una lettera di diffida della Filcams Cgil alle aziende del terziario aderenti a Confcommercio e Confesercenti, con la quale viene chiesto di non applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro ratificato il 6 aprile tra le organizzazioni datoriali del terziario e i sindacati Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Secondo la Filcams Cgil, la parte normativa di tale intesa non sarebbe applicabile ai propri iscritti, rispetto ai quali dovrebbe ancora trovare applicazione l`intesa del18luglio aoo8, anche se scaduta e disdettata da tutte le organizzazioni sindacali. Per quanto riguarda la parte economica, il trattamento collegato all`intesa separata è considerato – si legge nelle lettere della Filcams -quale acconto sui futuri aumenti retributivi.
La Filcams auspica l`apertura di un confronto, con la riserva – in assenza di riscontri – di apprestare anche interventi giudiziari. «La diffida – dice Maria Grazia Gabrielli, segretario nazionale Filcams Cgil- è la conseguenza logica rispetto ai risultati di un negoziato che non abbiamo condiviso nè nei contenuti nè nel metodo. Abbiamo espresso la nostra contrarietà alle parti firmatarie dell`intesa, ora in assenza di ripensamenti e di fronte alla volontà di non sottoporre le scelte contrattuali a referendum trai lavoratori ribadiamo la nostra posizione alle aziende aderenti a Confcommercio e Confesercenti, con cui di solito abbiamo rapporti sindacali. A tutela della nostra organizzazione e degli iscritti». Confcommercio, in una lettera di risposta messa a punto perle aziende aderenti, sottolineala correttezza del proprio operato, in quanto il contratto del aoo8 è scaduto e disdettato. Questa circostanza differenzia nettamente la rivendicazione della Filcams da quelle analoghe avanzate dalla Fiom in merito al contratto dei metalmeccanici, in quanto nelle regole del Protocollo del 1993 è sancitaespressamente la facoltà di disdire e disapplicare un contratto scaduto. Questa regola è stata confermata in modo pacifico dalla giurisprudenza, sottolinea Guido Lazzarelli, responsabile del settore lavoro e relazioni sindacali di Confcommercio. L`auspicio – commenta Lazzarelli – è che l`intervento della Filcams rientri nella dialettica tra le parti, senza sfociare in azioni giudiziarie.
I punti critici del contratto separato-ammette Gabrielli – sono soprattutto le norme sulla malattia e sulla contrattazione di secondo livello. Sul primo punto vanno rimarcati due aspetti: la possibilità del datore di lavoro di pagare la malattia in modo diretto, quindi senza versare larelativa contribuzione all`Inps, e le regole antiassenteismo. In pratica dalla terza assenza in un anno per malattia (fanno eccezione lepatologie gravi, per esempio quelle con prognosi pario superiore aia giorni) i primi tre giorni saranno pagati in misura ridotta e dal quinto episodio non verranno retribuiti. «Questa disciplina – afferma Gabrielli non tutela a sufficienza i lavoratori, anche se siamo disponibili a discutere di modalità per contrastare l`assenteismo. Invece la possibilità di fuoriuscita dall`Inps rischia a lungo andare di ridurre la copertura solidaristica della malattia». Infine,per laFilcams l`intesa separata non rafforza la contrattazione di secondo livello, in quanto è modellata solo per deroghe (crisi, sviluppo, sud). Per la Confcommercio,l`intesa è invece equilibrata nel tutelare lavoratori e aziende. «Per molte questioni, per esempio sulla possibilità di pagamento diretto della malattia da parte delle aziende o sulla certificazione dei contratti, la filcams afferma lazzarelli – sconta le posizioni della Cgil».