FILCAMS CGIL, SPENDING REVIEW E APPALTI DI BENI E SERVIZI, GRAVI RIPERCUSSIONI SUI LAVORATORI DEI SETTORI COINVOLTI

27/07/2012

27 luglio 2012

Filcams Cgil, Spending review e appalti di beni e servizi, gravi ripercussioni sui lavoratori dei settori coinvolti


Il decreto Legge 95/ 2012, predispone pesanti tagli e riduzioni sugli appalti di fornitura di beni e servizi tali da produrre ripercussioni molto gravi sull’occupazione dei settori interessati e gravi disservizi ai cittadini.
È quanto denuncia la Filcams CGIL: “Pulizie-multiservizi, ristorazione collettiva, vigilanza e servizi terziarizzati della PA sia in appalto che in gestione in house, sono i settori in appalto, maggiormente colpiti dal decreto sulla spending review. Tutti settori ad alta intensità di mano d’opera, i tagli e le riduzioni, quindi, si scaricheranno direttamente ed esclusivamente sulle lavoratrici e sui lavoratori occupati in tali comparti.”

Secondo la Filcams Cgil, una platea che interessa non meno di 600mila occupati vengono messi in discussione il 15-20% dei posti di lavoro pari a circa 120mila dipendenti.

“Risulta evidente” prosegue il sindacato “che i servizi ai cittadini si ridurranno in termini di qualità, visto che si tradurranno in minore pulizia di ambienti di particolare rischiosità per la salute pubblica quali ospedali, ambulatori, asili, case di riposo; mentre per il comparto della ristorazione collettiva si rischia una grave ripercussione sulla qualità delle derrate e del mantenimento dell’igiene alimentare.”

Anche nel settore della vigilanza si assisterà per effetto dei tagli ad una riduzione dei servizi di sicurezza in ambienti che presentano criticità rispetto alla gestione dell’ordine pubblico, come ad esempio gli ospedali e pubblici edifici ad alta frequentazione (tribunali, comuni, regioni, ecc.)

Non di minor impatto saranno i riflessi negativi sulla efficienza della Pubblica Amministrazione, vista la molteplicità dei servizi terziarizzati che comprendono tra gli altri gli sportelli di accoglienza dei grandi comuni, la gestione dell’inserimento dati per la funzionalità degli uffici pubblici, la trascrizione degli atti dei tribunali, fruibilità degli accessi a musei e luoghi artistici compresa la sorveglianza del patrimonio artistico e culturale del Paese.

Settori precari, caratterizzati dalla massiccia presenza di donne, spiega la Filcams Cgil, “lavoratrici e lavoratori con una condizione occupazionale precaria, sia di reddito che sociale, che, per la natura stessa degli appalti sono già fortemente penalizzati ad ogni cambio di gestione e che in media guadagnano stipendi di 500-600 euro al mese.”

Tra l’altro gli effetti, del decreto spending reivew, saranno discorsivi: “se è vero che sarà prodotto, nell’immediato, un minor costo per i singoli enti pubblici, mentre si determinerà una riduzione del gettito fiscale e contributivo aumenteranno invece le uscite per il sostegno della spesa sociale, a causa dell’impoverimento di lavoratrici e lavoratori, particolarmente in questi settori.”

La Filcams Cgil unitamente alla Confederazione è già attiva per contrastare le ricadute della spending review nel settore degli appalti di servizi e delle società in house e predisporrà per i prossimi giorni le iniziative da svolgersi a livello territoriale e nazionale.