Filcams Cgil non riconosce la sigla del contratto Terziario-Distribuzione-Servizi

Dichiarazione di FRANCO MARTINI, Segretario Generale FILCAMS CGIL

La Filcams – Cgil non riconosce la sigla del contratto Terziario – Distribuzione e Servizi, che “ratifica” l’accordo separato del 26 febbraio tra Confcommercio, Fisascat – Cisl e Uiltucs – Uil. Siamo di fronte ad una conclusione del tutto arbitraria del negoziato per il rinnovo del contratto di settore, resa possibile dall’assenza di regole in materia di rappresentatività dei soggetti contrattuali e dal mancato rispetto della più elementare norma democratica, il voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

La Filcams – Cgil, l’organizzazione sindacale di categoria di gran lunga più rappresentativa, che non ha condiviso l’intesa, aveva proposto di svolgere la consultazione, con voto certificato delle lavoratrici e dei lavoratori, all’esito della quale si sarebbe correttamente attenuta. Le categorie di Cisl e Uil si sono opposte, rifiutando di applicare quanto chiesto dalle loro stesse confederazioni in occasione dell’accordo Fiat di Pomigliano e Confcommercio ha assunto un atteggiamento pilatesco, accettando che si consumasse un atto del tutto arbitrario.

Questa vicenda, che segue quelle dei meccanici e più recentemente del pubblico impiego, segna l’insostenibilità di un sistema di relazioni sindacali privo di una regolamentazione in materia di rappresentanza e rappresentatività. La Filcams – Cgil, come già fatto dalla Confederazione, chiede che la misurazione della rappresentatività effettiva costituisca la condizione preliminare dell’agire sindacale, soprattutto in materia di contrattazione e di validazione delle intese conseguenti.

Per queste ragioni, la sottoscrizione dell’intesa separata non rappresenta per la Filcams – Cgil la conclusione del negoziato di rinnovo del CCNL Tds 2008.

La Filcams – Cgil proseguirà nei prossimi giorni la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per illustrare le ragioni della mancata firma e continuerà a promuovere l’iniziativa di mobilitazione nei luoghi di lavoro e nei territori, per difendere le condizioni economiche e normative peggiorate dall’accordo separato, mantenendo forte l’impegno per la qualificazione e la trasparenza del sistema complessivo della bilateralità e del welfare contrattuale.

Roma, 7 aprile 2011