FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL E UILTUCS UIL INCONTRA CARREFOUR PER DEFINIRE LE PROCEDURE DI MOBILITÀ

12/08/2009

12 Agosto 2009

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil incontra Carrefour per definire le procedure di mobilità

Si e tenuto ieri, 6 agosto, fino a tarda notte, l’incontro presso il Ministero del Lavoro, tra la Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in merito alle procedure di mobilità aperte da Carrefour.
presso i punti vendita di Capodrise e Casoria in Campania, Roma Raffaello, Bari Pasteur, Bari Nord e Cavallino (Lecce).
Per i dipendenti delle strutture di Casoria e Capodrise, dove era stata aperta la procedura di mobilità, è prevista la Cassa integrazione in deroga a rotazione per dodici mesi, con una riduzione del numero dei dipendenti previsti, e la possibilità di richiedere la mobilità volontaria con un incentivo all’esodo.
I punti vendita restano in attività, ma la società se nell’arco di un anno, troverà un acquirente, procederà alla cessione, con il passaggio di tutti i dipendenti al nuovo proprietario. Carrefour si è inoltre impegnata a mantenere costanti le relazioni sindacali per verificare un’eventuale ricollocazione dei lavoratori in cassa integrazione, qualora ce ne fosse la possibilità.

Cassa integrazione in deroga anche per i dipendenti dei punti vendita di Bari Pasteur e Cavallino, anche se oggetto della futura cessazione a Coop Estense. Fino al momento del passaggio, infatti, verso la fine di ottobre, i lavoratori saranno in cassa integrazione in deroga a rotazione, anche se con una riduzione del personale interessato.

Diversa la situazione per il punto vendita di Roma Raffaello, che chiuderà il prossimo primo ottobre. Per i 56 dipendenti è prevista, quindi, la cassa integrazione per cessazione attività per dodici mesi, con la possibilità di richiedere la mobilità volontaria incentivata.
L’impegno aziendale con i sindacati, in questo caso, è quello di portare a conoscenza l’eventuale cessazione della licenza di vendita.

Più complicata, la situazione di Bari Nord, punto focale dell’accordo che ha più volte rischiato di far saltare la trattativa. Il punto vendita ha già da tempo chiuso al pubblico, anche se i dipendenti hanno continuato a lavorare per la sistemazione del negozio.
“È stata trovata per Bari nord una soluzione temporanea, non del tutto soddisfacente,” dichiara la Filcams Cgil “ sicuramente è la migliore soluzione che potevamo ottenere in questo momento, ma è un problema, sia sociale che politico, che per noi resta aperto”.
I sindacati avrebbero voluto un anno di cassa integrazione per dare un più ampio sostegno ai dipendenti e per cercare di recuperare almeno parte dei lavoratori; la proposta dell’azienda era invece, la mobilità con un incentivo all’esodo.
Pochi gli spazi per un buon accordo, trovato, poi, con l’apertura della procedura di mobilità per tutti i dipendenti, ma un incentivo all’esodo maggiorato rispetto a quello previsto dall’azienda e rispetto a quello definito per gli altri punti vendita.
“Abbiamo chiuso la trattativa con difficoltà e per senso di responsabilità, cercando di limitare i danni in termini occupazionali” afferma la Filcams Cgil “Soprattutto, Bari Nord ha delle esigenze che con questo accordo non sono state soddisfatte. Torneremo ad affrontare il problema, al più presto.”