FILCAMS CGIL e FGAT-UGTT: cooperiamo per uno sviluppo sostenibile del turismo nel Mediterraneo

FILCAMS CGIL e FGAT-UGTT: cooperiamo per uno sviluppo sostenibile del turismo nel Mediterraneo

http://www.cgil.it/tematiche/Documento.aspx?ARG=INTL&TAB=0&ID=20777

Si è conclusa a Tunisi, alla vigilia del Social Forum Mondiale, la conferenza organizzata da FILCAMS-CGIL e FGAT-UGTT in tema di turismo sostenibile nel Mediterraneo.

Le due organizzazioni hanno presentato a delegati e funzionari del sindacato tunisino l’accordo di cooperazione con cui si sono impegnate a realizzare iniziative concrete di scambio di informazioni e buone pratiche, l’analisi di problemi comuni e la costruzione di istanze e proposte da avanzare nei confronti di chi ha un ruolo nell’elaborazione delle politiche del turismo e delle aziende che hanno interessi economici nel bacino del Mediterraneo.

Italia e Tunisia sono due paesi caratterizzati da molti problemi comuni pur nella diversità delle situazioni specifiche: il turismo di massa legato al litorale balneare, dunque alla stagionalità, al lavoro irregolare e precario; l’erosione e la cementificazione delle coste e i problemi ambientali che ne derivano; la presenza di “alberghi galleggianti”, cioè di mega navi da crociera, che puntellano la costa senza produrre alcun vantaggio economico o occupazionale per le comunità locali e le attività dell’indotto e che impiegano, o meglio sfruttano, lavoratori per lo più asiatici con stipendi e condizioni asiatiche; i villaggi all inclusive, vere e proprie enclave a sé stanti nel territorio; la presenza di grandi catene alberghiere che tendono ad esternalizzare fasi produttive determinando il peggioramento delle condizioni di lavoro di parte degli addetti che lavorano nella medesima unità produttiva; il nanismo delle imprese che operano nel settore e la scarsa capacità di reggere l’urto delle crisi; l’alto tasso di disoccupazione e lo spreco di tanti giovani altamente qualificati ma fuori dal mercato del lavoro.

Il turismo rappresenta il “giacimento petrolifero” di Italia e Tunisia, ma molteplici sono ancora le potenzialità inesplorate che andrebbero valorizzate, in particolare le risorse naturali e culturali: dai siti di interesse storico e archeologico al saper fare artigianale, dalle tipicità eno-gastronomiche alle bellezze ambientali e paesaggistiche. Risorse endogene, che fanno parte del patrimonio peculiare del territorio, impossibili da delocalizzare e in grado di diversificare l’offerta turistica, producendo ricchezza, reddito e lavoro durante tutto l’anno.

Ci si è concentrati molto sul valore della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici del turismo, sia in termini professionali, perché da questo dipende la qualità del servizio offerto, che in termini sindacali, perché è importante essere consapevoli dei propri diritti e avere la capacità e le competenze per negoziare migliori condizioni di lavoro e di vita. Contrattare e negoziare, sia nel proprio paese che nel paese in cui si dovesse emigrare.

Non di rado il lavoro nel turismo è anche lavoro migrante. Sono molti i giovani che, carichi di speranza, attraversano – spesso rischiando la vita – il Mediterraneo, per ritrovarsi vittime di un sistema di sfruttamento feroce, pronto a rimandarli a casa non appena non sono più utili o osano rivendicare un diritto. Anche il lavoro migrante rappresenta una risorsa inesplorata di ricchezza economica, in quanto portatore di una diversità culturale che è essenziale nel turismo, essendo questo attività di incontro e confronto continuo di culture diverse.

Nell’ambito dell’iniziativa si è entrati nel merito del modello di sviluppo attraverso un workshop in cui i delegati del sindacato tunisino sono stati coinvolti in un’analisi sulla sostenibilità del modello turistico tunisino, nei diversi aspetti economici, ambientali e sociali, evidenziando gli elementi di una crescita insostenibile e richiamando gli elementi che andrebbero valorizzati per produrre opportunità di lavoro dignitoso e di crescita sostenibile.

In conclusione, il segretario generale della FILCAMS, Franco Martini, e i dirigenti di FGAT e UGTT, Habib Rajib e Kamel Saad, hanno sottolineato che quest’occasione rappresenta solo il primo passo di un percorso di solidarietà e cooperazione tra la sponda nord e sud del Mediterraneo che vedrà future iniziative a consolidamento dell’amicizia dei due sindacati.

Il tema del turismo sostenibile nel Mediterraneo e le proposte del sindacato saranno portati ai lavori del World Social Forum, in corso a Tunisi dal 26 al 30 marzo.

27/03/2013  | Politiche globali CGIL


http://www.cgil.it/Intranet/Archivio/Taccuino/PDF/20130327-054/IlTaccuino_Anno_VI_Numero_054.pdf