Filcams: antimobbing contro le persecuzioni

19/02/2001
   


17 Febbraio 2001





Numero antimobbing contro le persecuzioni
800 lavoratori hanno chiamato in 2 mesi il servizio della Filcams Cgil. Storie di paura e di solitudine
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

800.255.955. Oltre ottocento persone hanno fatto questo numero negli ultimi due mesi. Eppure, non si votano nomination al Grande Fratello, nè si vincono walkman o frullatori con "aiutini" alla radio. Nessun concorrente ai quiz, insomma, ma ottocento lavoratori che hanno raccontato a psicologi, avvocati, sindacalisti, le prepotenze che subiscono ogni giorno sul posto di lavoro. Storie molto serie: è il numero verde della Filcams Cgil contro il mobbing, il terrorismo psicologico che capi e colleghi attuano nei confronti dei dipendenti presi di mira, "scomodi" per i più svariati motivi.
Dal 14 dicembre, data in cui la Filcams e la Cgil Roma centro hanno attivato il numero, il sito Internet della Filcams (www.filcams.cgil.it) è stato cliccato da oltre 3800 persone nella pagina riferita a questo servizio. In 800, come si è detto, hanno telefonato, ma soltanto 500 persone hanno lasciato il loro recapito agli esperti. "Evidentemente la paura di denunciare è ancora forte – spiega Giancarlo D’Andrea, responsabile della Filcams – ma ci hanno chiamato da tutta Italia: lavoratori di Palermo, Belluno, Cagliari, Pistoia, Mantova. E delle più varie professioni e gradi: piloti Alitalia, docenti universitari, giornalisti, primari di ospedali, direttori di agenzie di viaggio, ispettori dei beni culturali e semplici lavoratori. Un centinaio di loro sono già sotto osservazione, più di 20 sono allo studio dei nostri legali".
L’età a rischio è quella dei 40-45 anni, quando il lavoratore comincia a "invecchiare", a maturare stipendi più lauti e ad affermare con più forza i propri diritti e spazi. Proprio a questo punto, alla maggior parte delle aziende cominciano a far comodo giovani più rampanti, che conoscono le nuove tecnologie, o più appetibili perché accettano di lavorare con contratti di formazione o con le altre possibilità offerte dal moderno universo dell’atipico: dall’interinale, al part time, al tempo determinato. Il vecchio lavoratore, più sindacalizzato e costoso, diventa scomodo. Così comincia il terrorismo: dato che non ti posso licenziare, tendo a isolarti. Alla fine sarai tu a decidere di andartene. Ma prima sarà il tempo degli stati d’ansia, delle depressioni, degli infarti. Nel 13% dei casi il lavoratore è stato addirittura condotto al suicidio.
L’esempio di mobbing più lampante è offerto dai lavoratori dell’Ilva di Taranto, già raccontata dal
manifesto: l’azienda, non in crisi, mette in cassa integrazione 650 tra impiegati e impiegate che non si piegano alle prepotenze o alle molestie sessuali del capo. In arrivo, con gli sgravi fiscali previsti, 700 giovani freschi freschi con contratti di formazione lavoro. Per velocizzare l’uscita degli sgraditi, la creazione di una palazzina-confino dove si viene pagati ma per non lavorare. Nulla di più umiliante.
Uno dei lavoratori che si è rivolto alla Filcams, è dipendente di una grossa agenzia di viaggi, che ha sedi in varie città d’Italia. Racconta di essere diventato rappresentante sindacale della Cgil dopo tutta una serie di intimidazioni perpetrate dall’azienda, per non aver accettato di piegarsi a meccanismi che non condivideva. Trasferimenti, minacce, offerte di buonuscita: alla fine ha deciso di iscriversi al sindacato, e presto organizzerà una prima assemblea con gli altri lavoratori, per il momento ancora abbastanza impauriti.
Anche le donne non se la passano bene, soprattutto quando sono madri. Per loro, spesso, si può parlare anche di pre-mobbing. "Molte donne decidono di fare i figli soltanto quando hanno una situazione lavorativa solida – spiega Andreina Muggia, docente di psicologia all’università La Sapienza di Roma, una degli esperti che collaborano al numero verde – e questo vuol dire il ricorso alla gravidanza indotta, con rischi di parti plurigemellari, di nascite pretermine o con malformazioni. E’ il ritmo del lavoro moderno, che obbliga a queste scelte. Molte donne hanno paura di chiedere permessi ai propri capi, soprattutto quando lavorano in aziende private. L’ansia di perdere il lavoro le sottopone a uno stress altissimo. Per loro, e per gli altri lavoratori che subiscono il mobbing, bisognerebbe creare dei centri di ascolto, per prendere coscienza del problema". Il passo successivo sarà l’azione: risollevare la testa, denunciando per vie legali o organizzandosi con i colleghi e i sindacati per arginare gli abusi.