Fiere, un volano per l’occupazione

09/12/2003

ItaliaOggi (Focus)
Numero
289, pag. 4 del 6/12/2003
Pagina a cura di Fabio Donfrancesco

Sono 88 le diverse figure professionali. Creata per la formazione l’Accademia di management.
Fiere, un volano per l’occupazione

Il nuovo polo milanese attiverà 43 mila lavoratori l’anno

Sono ben 88 le diverse figure professionali e di servizio che fanno parte del complesso sistema di attività legate direttamente, o come indotto, alle manifestazioni fieristiche a Milano: dalle hostess agli addetti alla vigilanza, dagli installatori degli stand agli architetti, dagli operatori dei vari esercizi commerciali ai tecnici informatici, dagli agenti di commercio ai manager, fino ad arrivare ai direttori e responsabili delle diverse aree operative. L’azienda fiera è ´un’articolata macchina’ che muove ogni giorno centinaia di persone. Milano e il suo sistema fieristico, in un panorama economico in così rapida trasformazione, vogliono recitare ancora un ruolo di primo piano a livello internazionale. E per rispondere al meglio alle prossime sfide del mercato, che hanno già spinto gli enti fieristici a diventare delle vere imprese di capitali e a quotarsi in borsa, la Fondazione Fiera Milano ha deciso di investire nella formazione del personale. L’azionista di controllo di Fiera Milano, in collaborazione con l’università Luigi Bocconi e la regione Lombardia, ha creato un’Accademia per la formazione dei ´professionisti delle fiere’, di quelle figure che sino a oggi si sono formate sostanzialmente sul campo.

Il primo passo è stato di fotografare la situazione attuale, commissionando una prima ricerca all’Istituto Il Poliedro, per analizzare le competenze e i reali fabbisogni formativi del sistema fieristico. In un secondo tempo, si procederà alla costruzione e alla sperimentazione di modelli di percorsi formativi, indirizzati alle competenze emerse da un’altra analisi in corso di realizzazione a cura della società Mete, che sarà pronta per luglio 2004. Intanto è già partito il primo ´Master in exhibition & event management’, della durata di nove mesi, rivolto ai laureati che hanno interesse a sviluppare competenze specifiche in questo settore.

´Il nuovo sistema espositivo milanese, composto dal futuro polo di Rho-Pero e dalla riqualificazione del polo urbano, una volta a regime, attiverà circa 43 mila lavoratori all’anno’, ha ricordato Rodrigo Rodriquez, vicepresidente vicario Fondazione Fiera Milano e presidente del comitato scientifico dell’Accademia, nel corso del workshop internazionale sulle nuove professioni del sistema fieristico svoltosi ieri nel capoluogo lombardo. ´Occorre che che lo sviluppo dell’occupazione sia coerente con le esigenze del mercato e dell’azienda-fiera’, gli ha fatto eco Piergiacomo Ferrari, presidente dell’Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) e amministratore delegato di Fiera Milano spa.

Si può dire che il recente richiamo del presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, sulla retorica del declino del made in Italy e sull’esigenza, da parte del mondo industriale e produttivo, di dare invece una risposta adeguata anche nel campo della formazione, non è caduto nel vuoto. D’altronde il progetto di trasformazione della Fiera sta ridisegnando i confini, sia in termini di strutture sia di infrastrutture, dell’area a Nordovest di Milano. Confini, tengono a precisare i manager della Fiera, non soltanto geografici e sociali, ma soprattutto economici, visto che l’investimento per il nuovo polo è di circa 750 milioni di euro. Milano vuole ritrovare il suo ruolo-guida, grazie alla presenza di importanti istituzioni universitarie (ben sette), in quei settori come il terziario innovativo che hanno grandi margini di crescita. ´Il sistema Fiera Milano vuole diventare il volano di ricchezza per tutta la città’, ha annunciato Ferrari. ´E già ora si calcola di circa 4,3 miliardi di euro l’indotto complessivo sull’economia locale. Ma bisogna colmare il divario e le carenze rispetto agli altri mercati internazionali, che negli ultimi anni hanno investito in infrastrutture e risorse umane. Uno degli strumenti è, appunto, puntare su nuove professionalità e sulle maggiori competenze del personale, in modo da attrarre le aziende estere in Italia. Per rilanciare la competitività di Milano, quindi’, ha ammonito il manager, ´è necessaria una politica sinergica, fare sistema tra pubblico e privato. Il fattore tempo resta decisivo per centrare l’obiettivo’.

L’Accademia si concentrerà sullo sviluppo delle capacità dei giovani e sull’aggiornamento delle professionalità, trasferendo competenze manageriali e tecniche in campo fieristico dirette soprattutto alle pmi, in modo da supportarne i processi di internazionalizzazione. I percorsi formativi saranno soprattutto protesi verso una preparazione di tipo pratico, attraverso un approccio aderente ai reali fabbisogni del comparto.

´Dopo aver portato a termine la mappatura delle competenze professionali, potremo codificare gli standard di una preparazione di eccellenza’, ha dichiarato Emanuele Scotti, amministratore delegato di Mete. ´L’insegnamento di tali conoscenze consentirà ai futuri operatori del mondo fieristico di saper meglio interpretare e gestire la complessità del sistema. In uno scenario in evoluzione, caratterizzato da un mercato globalizzato’, ha concluso Scotti, ´bisogna sapersi distinguere, salvaguardando la propria identità. Cosa che il made in Italy ha saputo, sinora, fare molto bene’.