Fiera, baruffa tra Cgil e Cisl sul contratto

23/02/2011

Bologna – Sul nuovo contratto in Fiera la Cgil lancia «l´operazione verità» e la Cisl abbassa i toni: «disponibili a riprendere la contrattazione se c´è rispetto reciproco», dice il segretario Alessandro Alberani, dopo il violento attacco a Duccio Campagnoli definito "Marchionne rosso". «Non avevamo nessuna intenzione offensiva – dice la Cisl – Marchionne è un buon manager e visto il passato in Cgil Campagnoli non si sarà offeso a essere definito "rosso"». Una risposta al segretario della Camera del lavoro Danilo Gruppi, che ha invitato i cugini a «non fare esami del sangue» al consigliere d´amministrazione con un passato da segretario della Cgil. «Evidentemente ad Alberani piacciono di più i Marchionne in maglioncino blu – attacca Gruppi – Il compito di un sindacato è contrattare, non personalizzare». Operazione fatta invece dalla Cisl, spiega il segretario, cui è venuto anche «il sospetto» che dietro ci sia una battaglia per bloccare una possibile nomina di Campagnoli alla presidenza della Fiera. «Nessun veto – ribatte Alberani – Noi non diremo la nostra, deciderà la proprietà». Ad arroventare il clima arriva però anche la risposta della Cgil all´accusa di aver raggiunto un´ipotesi che penalizza i nuovi assunti. «Non si capisce come la Cisl calcoli il 40% di retribuzione in meno – spiega Fabio Fois della Filcams Cgil – le condizioni dell´ipotesi raggiunta migliorano il testo che la Cisl ha firmato, da sola, a gennaio». Rispetto a quell´accordo, sottolinea la Cgil, è previsto che dopo il referendum il nuovo contratto parta ad aprile e non a gennaio, che sia valido fino a nuovo accordo anche in caso di disdetta e che la retribuzione variabile da 500 a 1000 euro sia raggiungibile più facilmente. «Inoltre – conclude Fois – già da quest´anno è garantito un premio medio di 750 euro».