Fiera, accordo chiuso niente licenziamenti, accettata dai dipendenti la riduzione di stipendio

28/11/2013

SCOMPARSI i licenziamenti, ma non la necessità di ricollocare ancora una quindicina di lavoratori. Ma in 39 su 41 i dipendenti della Fiera hanno firmato l`intesa sugli esuberi portata avanti nell`assemblea del 13 novembre scorso. Accordo, dunque, sul filo di lana perché oggi sarebbero scaduti i termini entro i quali Fiera avrebbe potuto licenziare all`interno dei 31 esuberi indicati. Quindici persone sono già state ricollocate presso aziende controllate di Comune, Regione o Autorità portuale (ad esempio Filse, Amiu, Sviluppo Genova o Genova Parcheggi), due si sono dimesse, uno è riuscito ad andare in pensione. Sei andranno invece a occuparsi della Nuova Darsena. L`accordo, per chi resta, è stato comunque difficile da digerire perché sono state tagliate le condizioni di favore rispetto al contratto del commercio. Inoltre hanno dovuto subire anche una revisione dei meccanismi che regolano gli scatti di anzianità, che erano biennali e adesso diventeranno triennali. Di fatto, in Fiera resteranno meno di trenta persone (i dipendenti erano 55) a condizioni retributive peggiori rispetto all`anno,in corso. E un duro prezzo da pagare, per l`ente fieristico in un anno che è stato all`insegna del ridimensionamento a cominciare proprio dall`appuntamento principale, il Salone Nautico. Che è stato un successo, ma più corto e meno imponente, inversione di rotta necessaria dopo la catastrofe del 2012. Per Maurizio Fiore, della Filcams Cgil, la trattativa è stata difficile ma l`accordo raggiunto è nel complesso positivo, nonostante le revisioni contrattuali perché si vanno ad evitare i licenziamenti: «La vertenza è stata lunga e complessa ma alla fine con la collaborazione di tutti gli enti azionisti della Fiera si riusciranno a salvare i posti di lavoro. Altrimenti da oggi sarebbero scattati i licenziamenti». Adesso, con un organico decisamente più snello e con la cessione di parti importanti della sua superficie (tramite lo scorporo in due società distinte), la Fiera deve trovare un nuovo assetto in grado di garantirne sostenibilità economica e nuove possibilità di crescita.