Fiducia sulle pensioni, è scontro

09/07/2004




VENERDÌ 9 LUGLIO 2004
Pagina 9 – Economia
Fiducia sulle pensioni, è scontro
Sindacati: atto grave, risponderemo. Ds: governo irresponsabile
Il premier: il varo prima delle vacanze. Martedì il voto in Commissione. Il 19 in aula
La Cgil: ci chiudono la porta in faccia. L´Ulivo: Il Parlamento non è un´azienda del premier
Ma il relatore dell´Udc non esclude modifiche al testo su un diverso scalino con quota 95

ROMA – La riforma delle pensioni va verso il voto di fiducia. «Prima delle ferie estive», ha annunciato ieri il presidente del Consiglio Berlusconi parlando all´Abi. «L´abbiamo già messa al Senato. Era annunciato ampiamente che la riforma sarebbe stata approvata entro luglio. Nessuna sorpresa, nessuna novità», ha aggiunto il ministro del Welfare, Maroni.

Durissima la reazione delle opposizioni: «Il governo anziché ricercare un confronto con le parti sociali e un confronto con l´opposizione in Parlamento – ha detto il segretario dei Ds, Fassino – procede a colpi di fiducia, a colpi di atti unilaterali. Non si può chiedere al paese, alle forze politiche e anche all´opposizione di essere responsabili e poi chi governa compie atti che non facilitano l´assunzione di responsabilità». «Il Parlamento non è l´azienda del premier», hanno protestato i Ds. Mentre Rifondazione comunista ha annunciato che farà ostruzionismo. Pronta la replica dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil che hanno confermato una risposta «immediata» contro l´approvazione del provvedimento e il proseguimento della mobilitazione a settembre. «Ci chiudono la porta in faccia», ha commentato la Cgil.


Al voto di fiducia della riforma (che introduce lo «scalino» del 2008 quando si potrà andare in pensione solo con 60 anni di anzianità e 35 anni di contributi o, in alternativa, con 40 anni di contributi) si arriva dopo una giornata piuttosto tesa sul piano parlamentare.


Ieri la Commissione Lavoro ha iniziato l´esame degli oltre 300 emendamenti presentati, dei quali un centinaio hanno superato la griglia della ammissibilità e dunque sono rimasti in vita: saranno votati martedì 13 luglio con l´obiettivo di licenziare il testo con il voto finale della Commissione giovedì 15. Il 19 è infatti calendarizzato l´esame del provvedimento da parte dell´Aula e proprio in quel giorno, prima della discussione, potrebbe arrivare la richiesta della fiducia sul testo approvato dal Senato, per evitare che sia necessaria una quarta lettura del provvedimento.
Ieri il governo, rappresentato dal sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, ha espresso parere negativo su tutti gli emendamenti, ma all´interno della maggioranza sono emerse posizioni diverse, a cominciare da quelle dell´Udc, che insiste per l´inserimento nella delega di alcune modifiche – come ha spiegato lo stesso relatore del provvedimento, Luigi Maninetti (Udc) – che vanno nel senso di una revisione dello «scalone» con l´inserimento di «quota 95», delle norme di conferimento del Tfr, dell´eliminazione del tetto di 10 mila unità per i lavoratori in mobilità che avranno diritto ad andare in pensione anche dopo il 2008 con le regole attuali.


E´ assolutamente probabile, ha spiegato lo stesso relatore Maninetti, che il testo che arriverà in aula terrà conto di queste modifiche. Ma è altrettanto sicuro, ha osservato, che se il governo alla Camera porrà la questione di fiducia come ha ribadito lo stesso Berlusconi, il testo presentato al voto sarà quello licenziato dal Senato, lasciando agli emendamenti approvati in commissione il senso di semplici «pronunciamenti politici».