Fiducia su rientro dei capitali e sommerso: è scontro

17/04/2002


Mercoledì 17 Aprile 2002

OGGI IL VOTO

Fiducia su rientro dei capitali e sommerso: è scontro

ROMA — Su sommerso e scudo fiscale il governo va fino in fondo e pone la fiducia. Una scelta contestata da sindacati e opposizione che parlano di provocazione, nel giorno dello sciopero generale. Ma il voto, originariamente previsto per ieri sera è slittato ad oggi.
È stato il ministro per i rapporti con il Parlamento Giovanardi ad attuare formalmente la decisione presa dal Consiglio dei ministri qualche giorno fa. Giovanardi, pur dicendo che questa scelta è stata fatta a malincuore, ha escluso che il decreto abbia a che fare con l’articolo 18. In particolare il ministro ha risposto al segretario della Cgil: «Ritengo di inaudita gravità le dichiarazioni di Cofferati nell’intervento di Firenze nelle quali il governo viene accusato per aver posto un altro macigno alla ripresa del dialogo per aver posto la fiducia su di un provvedimento dove si prevede anche l’abrogazione dell’articolo 18 per quelle imprese che emergono». Per Giovanardi, il governo è stato costretto a porre la fiducia a causa del comportamento ostruzionistico dell’opposizione, per nulla interessata al confronto nel merito».
Ma parole dure sono venute anche da altri leader dell’opposizione (molti di loro si sono iscritti a parlare nel dibattito di oggi). Per Massimo D’Alema «il fatto che il governo abbia voluto mettere la fiducia per avere un voto immediatamente dopo lo sciopero generale su una misura che i sindacati contrattano, è la prova che vuole lo scontro con il movimento sindacale».
«È un atto molto grave» ha detto Francesco Rutelli, presente alla manifestazione sindacale a piazza del Popolo. A giudizio di Pier Luigi Castagnetti «la fiducia è un segnale di paura del governo e di volontà di scontro».
Il decreto su cui è stata posta la fiducia contiene la proroga dei termini per aderire alla sanatoria sul rimpatrio dei capitali, con l’ estensione del provvedimento anche a reati oramai prescritti; e lo slittamento della scadenza per l’ emersione dal sommerso, che viene favorita con l’introduzione di deroghe ad alcune norme dello Statuto dei Lavoratori ma anche con la possibilità di coinvolgere i sindaci nella messa a punto di programmi di regolarizzazione personalizzati.
Per il sommerso varie novità sono state introdotte nel corso dell’esame parlamentare: il decreto nella versione originale si era limitato a spostate al 30 novembre la data per la presentazione della domanda di emersione, una proroga che di fatto ha spostato di un intero anno l’operazione. Nel corso del dibattito con un emendamento del relatore di maggioranza Roberto Salerno (An) il Senato ha inoltre introdotto nel provvedimento una norma che consentirà alle imprese con meno di 15 dipendenti di mettersi in regola senza dover applicare, per tre anni, la disciplina sulle attività sindacali prevista dallo statuto dei lavoratori in tema di assemblee, permessi sindacali e trasferimenti.