Fiducia dei consumatori: valore più basso negli ultimi 10 mesi

24/06/2005
    venerdì 24 giugno 2005

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        ISAE: AUMENTA IL PESSIMISMO

          Fiducia dei consumatori
          Il valore più basso
          negli ultimi 10 mesi

            ROMA
            Fiducia dei consumatori in calo. Opinioni più favorevoli riguardo alla situazione economica personale, ma cresce il pessimismo sull’andamento generale della nostra economia. E’ quanto ha rilevato l’Isae, l’Istituto di studi e analisi economica che segue la congiuntura per conto del governo.

              Nel mese di giugno, la fiducia dei consumatori italiani, come indice grezzo, è calata a 104,7, rispetto al 105,7 registrato nel mese precedente. Scende anche l’indice destagionalizzato, che arriva a toccare quota 102,9, rispetto al 104,3 che si era avuto in maggio. In entrambi i casi, si tratta dei valori più bassi registrati a partire dal mese di settembre dell’anno scorso.

                Secondo l’Isae, la ragione di questo calo nella fiducia dei consumatori sembra essere imputabile alla percezione negativa che la gente ha riguardo alla situazione economica, soprattutto riguardo al mercato del lavoro. «Il calo che abbiamo registrato – spiega l’istituto di ricerca in una nota – riflette un nuovo deterioramento delle valutazioni sulla situazione economica del paese». L’Isae ha anche rilevato che la percentuale delle persone che ha una percezione positiva della nostra economia è in diminuzione, con l’indice relativo che è passato da 83,9 a 76 nel corso dell’ultimo mese. Il valore minimo negli ultimi dieci anni.

                  Ma dagli indici presentati dall’Isae, arrivano anche notizie positive. Secondo l’istituto di ricerca, nel corso dell’ultimo mese, è cresciuto l’indice che misura le opinioni degli intervistati riguardo alla loro situazione economica personale.

                  L’indice di riferimento ha raggiunto quota 117,1 (il massimo, dall’aprile 2003), crescendo di quasi due punti rispetto al mese scorso, quando si era attestato a 115,3. Per chi ha risposto alle interviste, la percezione di miglioramento della loro situazione individuale dipende da una migliore convenienza e da maggiori possibilità di risparmio.

                    Secondo la Relazione generale sulla situazione economica del paese, che ieri il ministero dell’Economia ha consegnato in Parlamento, nel 2004 il carrello delle famiglie ha mostrato una contrazione degli acquisti per alcune tipologie di beni (alimentari e farmaceutici), anche se nel complesso ha segnato, al netto dell’inflazione, un aumento del 1,2%. «La recessione – ha detto il sociologo Giampaolo Fabris – non è un’invenzione delle statistiche. I prezzi ormai rimangono accettabili solo nei discount e nei mercatini».

                      Tuttavia, dai dati presentati dal Tesoro, sono emersi anche alcuni settori che hanno risentito meno della crisi. In particolare, l’acquisto di auto ha segnato un incremento del 6,2%, le spese telefoniche una crescita del 19%.