Fiavet: Tozzi-Billè, c’è attesa per la pace

10/02/2005

    giovedì 10 febbraio 2005
    pagina 15

    FIAVET LOMBARDA
    Tozzi-Billè, c’è attesa per la pace  

    Massimo Galli

    Sarà Fiavet Lombardia il vero vincitore dello scontro (ormai quasi rientrato) tra l’associazione nazionale delle agenzie di viaggio e la Confcommercio. La stretta di mano fra il presidente Antonio Tozzi e il numero uno di Confcommercio, Sergio Billè, sarebbe ormai dietro l’angolo e, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare prima di sabato, quando sarà inaugurata la Bit.

    Se n’è parlato ieri durante la giunta esecutiva di Fiavet lombarda. A Milano regna l’ottimismo, perché proprio da lì è partita la linea contraria all’uscita di Fiavet da Confcommercio, sostenuta da Tozzi ma non condivisa da tutte le regioni. E che ha portato al ribaltone, ufficializzato lunedì scorso a Roma durante il consiglio nazionale: Fiavet ha accettato il documento di Confcommercio, che offriva nuove garanzie agli adv, vi ha apportato alcune modifiche e lo ha inviato a Billè. Quest’ultimo potrebbe firmare a breve, ratificando ufficialmente la pace.

    A quel punto, hanno commentato a Milano i rappresentanti degli agenti di viaggio, Fiavet Lombardia potrebbe presentarsi non soltanto come l’artefice della ritrovata unità, ma soprattutto come l’associazione in grado di dettare la linea a livello nazionale. Tuttavia, hanno osservato gli uomini del presidente Luigi Maderna, la prudenza non è mai troppa. La firma di Billè non c’è ancora, quindi è meglio rinviare qualsiasi commento ufficiale e incrociare le dita.
    Il documento proposto dai lombardi e approvato lunedì a Roma non si limita a ricucire lo strappo con Confcommercio e Confturismo, ma modifica radicalmente i rapporti interni alla Fiavet. Prende corpo, dunque, la strategia del neopresidente lombardo Maderna che, all’indomani dell’elezione, aveva espresso l’intenzione di contare di più a livello nazionale. Ai milanesi, inoltre, non erano piaciute le modalità dello strappo consumato con la Confcommercio: una decisione, era stato il commento di Fiavet Lombardia, calata dall’alto, senza coinvolgere gli organismi periferici. Quelli di Milano, però, difficilmente potranno ancora essere definiti tali.
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