Fiavet: Il gran rifiuto viene da lontano

25/01/2005


             
             
             martedì 25 gennaio 2005
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            Il gran rifiuto viene da lontano
             
            L’uscita di Fiavet da Confcommercio. Il presidente Tozzi: ora valuteremo con chi aggregarci.
            Da tempo gli agenti di viaggio lamentano scarsa attenzione
            Andrea G. Lovelock  
            Molto più di un colpo di teatro, molto diverso da un semplice strappo o ammutinamento: l’uscita di Fiavet dalla Confcommercio appare, a distanza di pochi giorni dal clamoroso annuncio, un vero e proprio divorzio. Decisione sofferta sì, ma per nulla affrettata come tiene a sottolineare il presidente Fiavet, Antonio Tozzi, in risposta al laconico commento di Confcommercio, che rimprovera alla federazione di agenti di viaggio una inadeguata frettolosità.

            ´Il distacco da Confcommercio è giunto quale naturale epilogo di una vicenda, che si protraeva da almeno due mesi. Da quando Fiavet aveva chiesto ai vertici della confederazione l’accoglimento di istanze precise, che puntavano a una maggiore coesione di intenti per tutelare l’attività delle agenzie di viaggi e a sinergie all’interno di Confturismo, con la contemporanea richiesta esplicita di prese di posizioni nette di Confcommercio contro episodi incresciosi e inaccettabili come quelli accaduti in Sicilia o a Pistoia, dove le rispettive Ascom avevano avviato nuovi processi associativi in netto contrasto con le regole statutarie.

            Qualcuno mi deve ancora spiegare se ha senso accettare la nascita di una Confviaggi siciliana in seno a un organismo che è parte integrante di una confederazione, che a sua volta vanta già tra i suoi aderenti un’associazione di imprese di viaggi’.

            Tozzi insiste, affermando che ´parlare di decisioni affrettate è quantomeno inadeguato e non corretto: avevamo sollecitato risposte concrete fin dagli inizi di dicembre e anche in seguito, in un incontro tra i vertici Confturismo, il 16 dicembre, avevamo ribadito il disagio di molti associati e la volontà di avere maggior peso all’interno di Confturismo, che doveva tutelare gli interessi di tutte, e sottolineo tutte, le realtà associative a essa accorpate’.

            Ma Confcommercio, nel suo commento, aggiunge anche la nota polemica di una decisione presa senza la consultazione della cosiddetta base.

            ´Da dicembre a oggi’, replica Tozzi, ´non ci siamo certo limitati a richiedere esplicite condizioni e visibilità alla confederazione, ma abbiamo anche cercato di capire attraverso le varie associazioni regionali se queste nostre posizioni erano condivise dal resto degli associati, raccogliendo in poco tempo ampi consensi. Evidentemente il malumore era ed è diffuso’.

            C’è però l’astensione della Fiavet Lombardia: è una posizione che pesa?

            ´Si tratta di una legittima pausa di riflessione’, afferma ancora Tozzi, ´da parte di un’associazione che ha ricostituito solo da pochi mesi gli organi direttivi. I nuovi vertici della lombarda devono dunque capire se la base è a conoscenza delle problematiche nazionali e delle vicende che hanno determinato la rottura con la confederazione. Mi auguro che fra pochi giorni ci sia la posizione ufficiale anche della lombarda’.

            Fiavet Lombardia ha convocato per domani un consiglio regionale che dibatterà proprio la rottura fra la federazione nazionale e la Confcommercio.

            Ora la Fiavet si rivolgerà altrove?

            ´Abbiamo intenzione di vagliare tutte le opportunità e le possibili confluenze in altri sindacati d’impresa: ovviamente porremo le stesse condizioni che Confcommercio non ha rispettato. L’auspicio è anche quello di arrivare alla prossima Bit con idee chiare di ciò che sarà la futura Fiavet, ma soprattutto con chi starà’. (riproduzione riservata)