Fiavet: basta promesse

18/09/2002

              ItaliaOggi (Turismo Oggi)
              Numero
              221, pag. 13 del 18/9/2002
              di Andrea G. Lovelockfrancesco

              Il presidente Antonio Tozzi attacca anche Alitalia per le vendite via telefono
              Fiavet: basta promesse
              Il governo deve dare risposte concrete al turismo

              Archiviata la stagione estiva, resa deludente da un flusso estero decisamente ridimensionato e da un mercato outgoing non esaltante, Favet marca stretto il governo e Alitalia per non affrontare l’autunno in situazioni ancora peggiori di quelle che si temono. Il presidente della federazione Antonio Tozzi, ha detto ieri a Roma, senza mezzi termini, che «sarebbe inaccettabile subire come al solito la politica dei due pesi e delle due misure, che il governo ha già mostrato di applicare nel recente passato e all’inizio di quest’anno a favore del settore auto. Gli sconti fiscali adottati solo in certì settori creano sperequazioni e malcontenti difficilmente sanabili.
              Noi abbiamo già avanzato la richiesta di allineare l’aliquota Iva, che per le imprese di viaggio incide per il 20%, sulle prestazioni di servizi, così come avviene per altri operatori, che da tempo sono assoggettati a un’aliquota del 10%. In Europa ci sono competitor (vedi Francia, Grecia, Spagna e Portogallo) con Iva tra il 5 e l’8%. Forse che il calo della produzione nel settore auto è più significativo del crollo del 26,8% fatto registrare dalla biglietteria aerea internazionale? E di quello domestico con un calo dell’11%? O ancora della perdita secca di 8.800 milioni di euro in ricavi valutari, che l’industria turistica ha accusato nei primi otto mesi dell’anno? Sarebbe ora», ha stigmatizzato Tozzi, «che il governo affrontasse seriamente il problema turistico, come ha fatto o sta facendo in altri settori».
              Sul tema fiscale, poi, Tozzi ha chiarito che, «secondo i nostri calcoli, la copertura necessaria per attivare la riduzione dell’Iva dal 20 al 10% si attesterebbe sui 20 milioni di euro. Non è certo poca cosa e ce ne rendiamo conto, ma andrebbe anche calcolato lo stimolo che ne deriverebbe per tutta l’industria turistica».
              Sulla possibilità di presentare questa istanza alla prossima Conferenza nazionale del turismo di Lamezia Terme, Tozzi è stato sibillino: «Abbiamo concordato un intervento di Confturismo, che è l’organismo della Confcommercio che ingloba le nostre federazioni di categoria.
              Da parte nostra c’è la volontà di fare della Conferenza un momento cruciale, ma non so se sarà così, visto che, nonostante la presenza di ministri d’un certo livello, manca proprio quello che ha i «cordoni della borsa», ovvero il ministro Giulio Tremonti, e a Lamezia si rischia di assistere alla solita passerella politica di personaggi che alla fine potrebbero contribuire ben poco alla ripresa dello sviluppo del settore».
              Altro imputato nella requisitoria Fiavet di fine stagione ancora una volta l’Alitalia. «Il principale vettore nazionale», ha detto Tozzi, «alcuni giorni fa ha presentato il programma "Vola Italia", che dovrebbe portare l’acquisizione di almeno 100 mila nuovi utenti aerei. Uno sforzo encomiabile, ma che non ci vede al fianco della compagnia, perchè Alitalia ha deciso di investire sulla vendita telefonica di biglietti, tramite l’uso della carta di credito, con un suo call center e soprattutto con un incentivo economico di 10 euro a favore del passeggero, che rappresenta in molti casi la remunerazione che percepisce solitamente l’agente di viaggio. Mi chiedo quale possa essere il risparmio dell’aerolinea, se si considera che il costo delle transazioni per l’uso delle credito card richieste per il pagamento rappresenta poco meno della metà della commissione. Fiavet ha inviato una nota di protesta all’amministratore delegato di Alitalia, Francesco Mengozzi. A questo punto», ha esplicitamente dichiarato Tozzi, «vorremmo che Alitalia manifestasse appieno i suoi propositi: e se si vuole annientare un sistema di distribuzione che contribuisce ancora oggi a un buon 75% del fatturato Alitalia, e quindi far chiudere gran parte delle agenzie di viaggio, si abbia il coraggio di dirlo».
              In serata è arrivata la replica di Alitalia, che smentisce un’azione contraria agli interessi delle agenzie, che anzi, a suo dire, traranno vantaggio da un’iniziativa, per altro destinata a durare solo fino a dicembre.