“Fiavet 2″ In gioco gli equilibri di potere nazionali

01/12/2004
             
            mercoledì 1 dicembre 2004
            pagine 13Turismo
             
             
             
            In gioco gli equilibri di potere nazionali
             
            di A. G. Lovelock
             
            I venti di guerra che soffiano dalla Sicilia arrivano smorzati a piazza Sonnino, sede della Confcommercio, dove si ostenta una certa tranquillità circa la possibile soluzione di questo contrasto tutto interno.

            In attesa del rientro da un viaggio di lavoro in Cina del presidente di Confturismo, Bernabò Bocca, non è stata volutamente ancora espressa dai vertici della Confcommercio una risposta, né una valutazione formale sulla minaccia di scioglimento della Fiavet Sicilia e sulla possibile uscita della Fiavet dalla confederazione nazionale.

            In realtà, fanno capire negli ambienti vicini al presidente della Confcommercio, Sergio Billè (chiamato direttamente in causa), la sortita della Fiavet Sicilia rappresenta più una mossa strategica che una volontà secessionista.

            Sostanzialmente, gli associati alla Federazione siciliana degli adv hanno rotto gli indugi e formalizzato un pressing anche nei confronti del presidente della Fiavet nazionale, Antonio Tozzi, affinché venga posto in essere un riequilibrio ai vertici della Confturismo.

            Lo chiedevano da tempo alcuni associati forti della Fiavet, lo pretendono oggi i presidenti di alcune associazioni regionali, con in testa lo stesso Pino Cassarà, vicepresidente Fiavet nazionale e ascoltato rappresentante degli adv siciliani.

            Ma a questo punto la richiesta della Federazione degli adv, che per rendere tangibili queste fibrillazioni minaccia la fuoriuscita da Confcommercio, mira soprattutto a indurre lo stesso Billè a una investitura ufficiale nei confronti della categoria e quindi a un ruolo istituzionale di grande peso all’interno della Confturismo. Di certo, appare difficile ipotizzare una qualche riduzione di potere a Bernabò Bocca, che a oggi costituisce, con l’adesione di oltre il 75% delle 33 mila strutture alberghiere italiane, la federazione (Federalberghi) più rappresentativa nel panorama dell’industria turistica italiana. Così come, fanno notare sempre in Confcommercio, la palese violazione degli accordi regionali e nazionali da parte dell’Ascom di Palermo con la costituenda ConfViaggi rischia di rappresentare un pericoloso precedente per la futura attività associativa della Confturismo. Alla fronda palermitana occorre dare una risposta forte e tempestiva. (riproduzione riservata)