Fiat vuole restare in Italia? I dubbi di Epifani sulle reali intenzioni del Lingotto

10/06/2010

La Fiat vuole investire su Pomigliano? Omeglio: vuole restare in Italia? È la domanda che pone la Cgil alla vigilia dell’incontro che domani vedrà faccia a faccia sindacati e Lingotto per decidere dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Le condizioni poste dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, per mettere sul piatto i 700 milioni necessari a dare sbocchi alla produzione campana, sono davvero pesanti. Massima flessibilità per garantire il pieno utilizzo degli impianti e deroghe al contratto e alle leggi nazionali. Il testo presentato dalla Fiat e da questa dato per immodificabile, rivede il diritto di sciopero, i diritti sindacali, i trattamenti di malattia, le pause, puntiinsommadisciplinati dalle normative europee o leggi italiane. Sulla flessibilità i sindacati sono disposti a fare la loro parte. Un po’ meno sul resto. Ed è così non solo per la Fiom-Cgil, ma anche per le altre sigle Fim-cisl, Uilm, Fismic, Ugl. Sebbene tutte non nascondano che l’accordo vada ricercato. È proprio la durezza delle richieste dell’azienda ad indurre il dubbio se la Fiat non stia cercando un caprio espiatorio per mandare tutto a monte e trasferire la produzione all’estero. Per coprire, insomma, altre scelte industriali. Il sospetto è che il Lingotto stia preparando la progressiva dismissione sella sua presenza nel Sud d’Italia. E che, per farlo «si faccia scudo della Fiom e della Cgil»comeipotizza il segretario nazionale Fiom Fausto Durante.
IL CAPRO ESPIATORIO
Insinua il dubbio Guglielmo Epifani. «La Fiat vuole l’investimento? Questa è la domanda vera, altrimenti non si spiegano le forzature che vengono esercitate su delicati diritti dei lavoratori», scive in una nota. «Il confronto sull’investimento per la nuova Panda a Pomigliano è in una fase molto delicata», aggiunge, «l’obiettivo non può che essere di conciliare le esigenze di produzione e flessibilità con le condizioni dei lavoratori». «La Cgil e la Fiom – assicura – vogliono l’investimento per garantire a Pomigliano un futuro di lavoro e occupazione fondamentale nell’area di Napoli e per la crescita della Fiat in Italia». Ieri è stata una giornata di incontri, di attesa, di appelli. A Pomigliano sono scesi tutti i leader metalmeccanici, per parlare con i delegati, spiegare come stanno le cose. Oggi ci sarà il confronto unitario
fra le rsu, in cui si cercherà di mettere a punto una posizione comune.