Fiat: ricomporre la frattura

21/06/2010

La CGIL è convinta che la difficilissima vicenda dell’accordo separato per la Fiat di Pomigliano d’Arco non sia ancora del tutto compromessa e che i due anni di tempo necessari prima che la produzione della Panda possa trasferirsi dalla Polonia alla Campania, sono più che sufficienti per recuperare un’intesa unitaria con la Fiat e con i sindacati firmatari dell’intesa. Questo a prescindere da come andrà il referendum tra i lavoratori che si svolgerà domani e il cui esito sembra scontato. La maggioranza dei lavoratori, come ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani, vuole riprendere a lavorare a pieno regime, vuole la certezza del proprio futuro, ha paura della disoccupazione. E per questo – ha detto la vicesegretaria generale della CGIL Susanna Camusso – “bisogna stare a fianco di quei lavoratori che probabilmente diranno sì nel referendum perché per loro il lavoro è il punto fondamentale”. Una posizione a favore del sì è stata assunta dalla CGIL della Campania e dalla Camera del lavoro di Napoli, mentre un’opinione diversa è stata espressa dalla Fiom della Campania e dall’area programmatica che fa riferimento alla seconda mozione CGIL. Ma il referendum non può chiudere una vicenda che pone oggettivamente problemi di fondo all’intero sindacato, come ad esempio i due punti che preoccupano la CGIL ed Epifani: le sanzioni individuali per chi sciopera e quelle collettive per chi si ammala. Diritto di sciopero e diritto alla salute, tutelati dalle leggi e dalla stessa Costituzione, come ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini, che ha messo in guardia dall’espansione delle sanzioni disciplinari e dai licenziamenti.