Fiat prepara l’incontro coi sindacati

27/07/2010

La settimana calda dell’auto è cominciata. Per Sergio Marchionne, ad di Fiat, è in arrivo una girandola di incontri importanti e delicati. Domani Marchionne è atteso al tavolo convocato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a Torino presso la sede della Regione Piemonte, per discutere delle prospettive degli stabilimenti italiani del Lingotto. Il pomeriggio sarà alla Farnesina alla Conferenza degli Ambasciatori d’Italia. Poi giovedì volerà negli Stati Uniti per incontrare il giorno dopo il presidente americano Barack Obama. Ancora giovedì il Lingotto potrebbe annunciare ai sindacati la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici. La decisione riguarderebbe al momento i 5.000 lavoratori di Pomigliano che, secondo l’ipotesi messa a punto dal pool di avvocati ai quali si è rivolta Fiat, verrebbero licenziati e riassunti, con un diverso contratto, da una nuova società, una new company.
«Sulla newco non ci sono particolari problemi, soprattutto se saranno assunti tutti i lavoratori» spiega il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ma avverte: «Se si volesse cambiare il contratto o addirittura disdettarlo, saremmo costretti a mostrare tutto il nostro dissenso. Non capiremmo questa esigenza. Se la Fiat lo facesse sarebbe un’iniziativa gratuita e sleale». «È un argomento che potrà essere affrontato quando il contratto scadrà – afferma il numero uno della Uil, Luigi Angeletti – e cioè nel 2012. Abbiamo convenuto con Confindustria di rinegoziarlo e su questo penso non ci sia alternativa. Nel caso, se ne riparlerà tra 2-3 anni». L’ipotesi di un nuovo contratto preoccupa anche l’Ugl.
Domani, intanto, dal tavolo convocato da Sacconi ci si aspettano da Fiat garanzie sul futuro della fabbrica di Mirafiori, dopo la decisione di produrre la monovolume L0 in Serbia. C’è attesa poi di conoscere gli sviluppi su Fabbrica Italia, il piano del Lingotto per rilanciare l’auto in Italia. Al riguardo Bonanni ha lanciato un appello, condiviso dalla Uil, al leader della Cgil, Guglielmo Epifani, nella speranza di ricompattare il fronte sindacale. «Dico a Epifani che faccia lui, un passo avanti» per riaprire la discussione sugli stabilimenti Fiat, compreso Pomigliano. Mentre il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che sarà presente al tavolo, anticipa: «Chiederò impegni precisi all’azienda e al governo, ma il sindacato deve capire che il mondo è cambiato». Sempre domani, i lavoratori torinesi lasceranno per oltre un mese la fabbrica di Mirafiori. Il periodo di ferie sarà preceduto da due giorni di cassa integrazione per i lavoratori delle linee Punto, Idea, Musa e Mito, mentre sono già a casa dal 12 luglio i dipendenti che producono la Multipla. Le tute blu di Mirafiori rientreranno al lavoro il 6 settembre, dal momento che, dopo le ferie, ci saranno per tutti altre due settimane di cassa integrazione. Nello stesso giorno del tavolo in Regione a Torino manifesteranno i sindacati di base.
E giovedì Marchionne volerà negli Stati Uniti per incontrare il giorno dopo Obama che visiterà a Detroit gli impianti di General Motors e di Chrysler, dove nello stabilimento di Jefferson North viene prodotta la Jeep Gran Cherokee, auto simbolo della rinascita del gruppo Usa. Riguardo le strategie di Fiat in America, secondo Automotive News, a dicembre debutterà oltreoceano la 500, poi i modelli Chrysler basati su piattaforma Fiat: Dodge, Jeep e Ram. In Usa, scrive Automotive News, il Lingotto stima di vendere «fra le 50 mila e le 100 mila» Fiat 500 solo nel 2011. Automotive News parla infine di un veicolo ancora senza nome, destinato all’export, un piccolo minivan, che verrà prodotto a Torino.