Fiat Pomigliano, il giorno della verità

22/06/2010



Nervi a fior di pelle e clima tesissimo a poche ore dal referendum alla Fiat del Vesuvio. Sotto un cielo che minaccia temporale, lo stabilimento di Pomigliano si prepara alla consultazione sul piano Marchionne e sull´accordo che ha diviso i sindacati, Fiom contro tutti. Sì o no al quesito: «Sei favorevole all´ipotesi d´accordo del 15 giugno 2010 sul progetto "Futura Panda" a Pomigliano?». I vertici dell´azienda puntano a una larghissima vittoria del sì, ma pesa il dissenso targato Fiom. Intanto in consiglio comunale a Pomigliano gli operai contestano il presidente della Provincia Luigi Cesaro, fautore del sì: «Vieni tu a lavorare alla catena».
Per il referendum, oggi stop alla cassa integrazione, benché la produzione sia ferma. Il Giambattista Vico aprirà le porte alle 5.200 tute blu per un giorno di Wcm, "World class manufacturing", formazione modello Toyota. Contemporaneamente si vota. Dieci le urne aperte dalle 8 alle 21, per tre turni, nella sala un tempo adibita al pagamento degli stipendi. I circa 310 lavoratori di Nola, Polo della logistica, voteranno dalle 12 alle 14 e dalle 14 alle 16. La commissione elettorale, formata da dieci delegati (due per organizzazione, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Slai-Cobas), ha convalidato le 5.200 schede. Ci saranno trenta scrutinatori per turno. Lo spoglio, a cui assisteranno i segretari territoriali e regionali dei sindacati, inizierà subito dopo e già intorno alle 23 ci sarà il risultato. La Fiom ha invitato i suoi iscritti a partecipare al referendum, «per evitare schedature», ma non ha dato indicazioni per il no. I metalmeccanici hanno organizzato il presidio ai seggi con tutti i delegati Rsu. «Mandiamo i nostri osservatori: dobbiamo essere presenti. Guardatevi nelle tasche dei giubbini», ha raccomandato loro il segretario regionale Andrea Amendola, «qualcuno potrebbe dimenticarsi un bullone. I ragazzi ci chiedono di non mollare – spiega – e noi non firmeremo, anche se dovessero vincere i sì». Ieri nel reparto presse, l´unico in funzione in fabbrica, il tam tam dei capi si è infittito, e le voci dello stabilimento dicono che c´era aria pesante, ai limiti dell´intimidazione secondo la Fiom. Un delegato riferisce: «Ci segnalano che a chi dice che voterà no, viene mostrato un tabulato con un elenco di nomi: questo poi lo passiamo all´azienda». Oppure, altra pressione: «Se i sì al referendum saranno al di sotto del 90 per cento, per la Fiat scatta il piano C». «Un ricatto scandaloso», commenta Massimo Brancato, numero uno della Fiom napoletana, che all´assemblea dei delegati nella sede della Cgil, con l´europarlamentare De Magistris, Idv, che ha detto «porterò il caso Pomigliano in Europa», ha portato l´abbraccio di Pietro Ingrao. Ma gli altri, i sindacati del sì, invitano le tute blu a dare fiducia alla Fiat.
A rendere più rovente la vigilia è la decisione dei sindacati di indire due ore di sciopero nello stabilimento di Termini Imerese, in risposta a Marchionne che ha accusato gli operai di fare gli assenteisti per vedere la partita dell´Italia contro il Paraguay.