Fiat, oggi presidio dei tre operai di Melfi

15/09/2010

POMIGLIANO – Mentre proseguono ininterrottamente i lavori di ristrutturazione dei reparti ed in particolare di quello della lastro-saldatura all’interno dello stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco, con il ritorno delle tute blu in fabbrica, si riaccendono le polemiche per l’accordo separato del 22 giugno scorso. In campo c’è ovviamente la Fiom che non siglò l’accordo e che da allora ha sempre contestato le deroghe richieste da Fiat alle tute blu nel sito produttivo campano, dove entro un anno circa verrà avviata una nuova missione produttiva, quella della Panda. Ed i lavori in corso servono proprio per preparare la nuova piattaforma. Oggi, intanto alle 13 proprio la Fiom terrà un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco nell’ambito della «marcia per i diritti» che vede come protagonisti i tre lavoratori licenziati alla Sata di Melfi. Questo presidio è una delle tante iniziative che la Fiom sta mettendo in campo per preparare la manifestazione nazionale del 16 ottobre a Roma, «per contrastare — spiega la Fiom di Napoli— chi vuole usare la crisi per cancellare i diritti dei lavoratori ed il contratto nazionale». Al presidio di oggi parteciperanno i delegati della Fiom di Melfi licenziati dalla Fiat e reintegrati dal giudice del lavoro, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli. Sempre oggi a Roma è previsto il tavolo con Federmeccanica: il confronto chiamato ad individuare gli spazi possibili per nuove regole con cui rispondere alle richieste di una maggiore flessibilità del lavoro seguite al minacciato, e non scongiurato, strappo della Fiat di dar vita ad un contratto ad hoc dell’auto, deciso al termine del lungo braccio di ferro con le tute blu della Cgil sull’accordo per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. Il leader nazionale della Uilm Rocco Palombella si dice «cauto» sull’incontro che definisce «non decisivo», in attesa di «capire cosa Federmeccanica chiede: se deroghe sull’auto per rendere esigibile l’accordo di Pomigliano o deroghe generali per tutti i settori».