Fiat, oggi lo sciopero a sostegno di Termini

03/02/2010


MILANO— È il giorno dello sciopero. Quattro ore, in tutto il gruppo Fiat, proclamati dal sindacato in difesa di Termini ( nella foto, il piazzale dell’impianto). Poche le speranze che Torino riveda la decisione di non produrre più auto in Sicilia dal 2012: le pressioni sono ormai, nei fatti, indirizzate a un ruolo attivo nella ricerca di una soluzione. È una collaborazione che il Lingotto continua ad assicurare, e che si giocherà al tavolo aperto dal ministero dello Sviluppo. Claudio Scajola rivedrà azienda e sindacati venerdì, quando dovrebbe scoprire le carte sulle «6-7 proposte ricevute». L’obiettivo, ribadito ieri da Maurizio Sacconi, è salvaguardare «occupazione e cultura industriale dell’auto». Dal tavolo di dopodomani — che sarà preceduto da un incontro tra Scajola e Giulio Tremonti — dipenderà probabilmente anche il rinnovo degli incentivi: sarebbero tornati in bilico.
Preoccupazione ha destato poi il blitz di lunedì notte degli attivisti di estrema destra del centro sociale Casapound che hanno «sigillato» con il nastro bianco e rosso, a ricordare una «scena del crimine», e circondato di striscioni con la scritta «Fiat odia l’Italia» un centinaio di concessionarie della casa automobilistica, in oltre 40 città italiane, da Torino a Palermo. «Prima fallisce, meglio è. Per tutti» è lo slogan scritto sui volantini lasciati davanti ai punti vendita colpiti.