Fiat, Marchionne esclude la Camusso

05/11/2010


Vertice con Romani, poi con Cisl e Uil senza Cgil. "Mai detto di lasciare l´Italia"

ROMA – Arrivano alla spicciolata poco dopo le 17 ed entrano nel portone della sede romana della Fiat. Raffale Bonanni, Luigi Angeletti, il leader della Fim, Giuseppe Farina, quello della Uilm, Rocco Palombella e il numero uno del Fismic, Roberto Di Maulo. Sono i vertici dei sindacati che hanno detto sì a Sergio Marchionne negli accordi separati su Pomigliano e che ora chiedono una riunione a parte per discutere il futuro degli stabilimenti italiani. L´ad del Lingotto concede l´incontro e nasce il primo caso diplomatico con il nuovo segretario della Cgil, Susanna Camusso. Il fatto che la Fiom sia esclusa dalla riunione è considerato uno sgarbo fisiologico ma che rimanga alla porta la Cgil nel primo giorno di insediamento del nuovo segretario generale è abbastanza clamoroso. La Fiat fa notare di non aver organizzato lei la riunione ma di aver acconsentito a un´iniziativa di un gruppo di sindacati. E in serata aggiungeva che non direbbe no a una analoga richiesta della Cgil. Certo, si diceva ieri, la frase di Camusso nel discorso di insediamento («la Cgil non lascerà mai sola la Fiom») non deve aver ben disposto Marchionne nei suoi confronti.
Dalla riunione separata Bonanni, Angeletti e Di Maulo escono soddisfatti. «E´ stato un incontro positivo – dicono – perché la Fiat ha accolto una richiesta fatta da noi tre settimane fa e ha garantito che entro una decina di giorni partirà la trattativa sulle produzioni a Mirafiori». Di Maulo aggiunge che «presto verrà preparato il nuovo contratto di lavoro che traduce i principi dell´intesa su Pomigliano. Il nuovo contratto dovrà recepire anche i punti del contratto nazionale per consentire alla newco di uscire da Confindustria».
Un meccanismo simile lo illustra nel pomeriggio lo stesso Marchionne uscendo dall´incontro con il neo ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Quale garanzia hanno i 4.800 lavoratori di Pomigliano di essere trasferiti tutti nella newco? Non rimarrà qualcuno per la strada? «Con i volumi di produzione della Panda siamo in grado di assorbire tutti i dipendenti dello stabilimento. Saranno poi loro a decidere». Nel senso che toccherà a ogni dipendente scegliere se firmare il nuovo contratto della newco o rimanere nel vecchio stabilimento di Pomigliano destinato ad essere smantellato». Marchionne utilizza il suo giro di incontri istituzionali a Roma (a mezzogiorno incontra anche Gianni Letta e Silvio Berlusconi) per rettificare le sue dichiarazioni da Fazio: «Io – dice l´ad – non ho mai minacciato di lasciare l´Italia. Chiediamo invece che ci siano le condizioni per investire 20 miliardi in questo paese».
Le ultime mosse del numero uno della Fiat provocano la reazione di Fiom e Cgil: «Non è con le scorciatoie degli incontri separati e con gli sgarbi a Cgil e Fiom che Marchionne riuscirà a risolvere il problema del consenso in fabbrica», dice il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo. La Cgil con Vincenzo Scudiere chiede «che il governo convochi un tavolo sul futuro degli stabilimenti italiani». Una strada che Romani non sembra intenzionato a percorrere: «Incontrerò certamente i sindacati ma non ci sarà un tavolo con la Fiat». Il ministro aggiunge che «sono pervenute molte proposte per il futuro di Termini Imerese. Ne stiamo esaminando sette, non tutte legate all´industria dell´auto».