Fiat: estate di fuoco

02/08/2010

Un agosto caldissimo per la Fiat di Sergio Marchionne. Dopo gli incontri e le esternazioni della scorsa settimana, dopo la costituzione della newco per Pomigliano, il manager è volato a detroit, lasciando governo, istituzioni locali e sindacati nell’incertezza circa gli effettivi assetti futuri del gruppo: “La verità – ha dichiarato a l’UnitàGuglielmo Epifani, segretario generale CGIL – è che Marchionne continua a promettere investimenti che restano confusi, chiede una nuova organizzazione del lavoro, nuovi ritmi, deroghe alle leggi e al contratto nazionale, ma poi non c’è la certezza di cosa produrranno le fabbriche italiane”. Per questo, Epifani giudica incomprensibile l’ottimismo di governo, Cisl e Uil e ribadisce la richiesta, insieme alla Fiom, di un tavolo vero di confronto: “Attendiamo – ha detto – di conoscere le scelte ufficiali di Marchionne sul contratto, sul rapporto con Federmeccanica e Confindustria, di sapere se e come manterrà gli impegni per le fabbriche Fiat in Italia”. CGIL e Fiom attendono, frattanto, la convocazione da parte dell’azienda per gli incontri annunciati sui singoli stabilimenti tra agosto e settembre, sedi, queste, che dovranno servire per chiarimenti sul futuro della produzione e sui livelli occupazionali. Prioritari, come hanno detto i segretari Fiom Landini e Masini, sono la soluzione per Termini Imerese e il meccanismo di trasferimento dei 5.200 lavoratori di Pomigliano alla newco, costretti ad accettare le nuove regole per conservare il posto. “Siamo al limite del ricatto”, ha rilevato Epifani.