Fiat, Bonanni: «Con la Cgil pronti a chiarire e ricucire»

28/06/2010

«La Cisl si è sempre obbligata ad avere cautela e a tentare di ricucire », ed è disponibile a farlo anche nel caso di Pomigliano. Così, nel corso della trasmissione «In mezzora», il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, sull’ipotesi che la Cgil possa tornare al tavolo della trattativa e aderire ad un accordo. «Siamo disposti a chiarire tutte quelle parti» che creano dubbi nella Fiom-Cgil, aggiunge Bonanni, ricordando che se è stato possibile che la Cgil firmasse, dopo un primo no, l’intesa su Alitalia, potrebbe esserlo anche «per una vicenda più importante come la Fiat» a Pomigliano. «Perchè – rincara – se salta la Fiat,salta tutta l’Italia, da Torino al sud. Noinon accettiamo qualsiasi condizione, mala prima condizione è che la Fiat ci sia». Bonanni illumina anche sul futuro dello stabilimento, dopo gli interrogativi aperti con l’esito del referendum che Fiat avrebbe voluto più chiaro a favore del sì e che l’ad Marchionne non ha ancora risolto: «Non voglio credere che la Fiat voglia dare forfait», dice. Per suffragare
la posizione, ricorda di aver parlato al telefono con Marchionne subito dopo il risultato del referendum: «Mi ha detto che vuole mantenere fede all’accordo – spiega il leader Cisl – e l’accordo fa riferimento alla Panda». Investire nella Panda, ribadisce, vuol dire «avere lavoro per 20 anni», e investire a Pomigliano è «un primo segnale forte» per dire che «è possibile investire in Italia ». Bonanni spiega poi che non è in programma alcun appuntamento con la Fiat. Dell’ipotesi di una newco non vuole nemmeno parlare: «Per noi è importante il prodotto». La preoccupazione per le sorti di Pomigliano restano alte anche di fronte al silenzio della Fiat. I vertici, dagli Usa, dovrebbero volare domani a Tichy, in Polonia, per incontrare un altrettanto preoccupato sindacato dello stabilimento dove si produce oggi la Panda, la cui nuova versione sarebbe trasferita a Pomigliano. Anche se venisse attuato l’accordo ratificato dal referendum, tuttavia, rimane il problema tempi lunghi. Come rileva la Fiom, si prospettano almeno due anni di cig per la ristrutturazione dell’impianto