Fiat auto si ferma per due settimane

27/01/2010

Due settimane di blocco della produzione in tutti gli stabilimenti di assemblaggio finale, da Termini a Mirafiori. La fine degli incentivi provoca un terremoto nel sistema Fiat: «Gli ordini del mese di gennaio – dicono al Lingotto – sono stati inferiori a quelli del gennaio 2009», quando la crisi era nella sua fase più acuta. Il blocco produttivo scatterà tra l´ultima settimana di febbraio e la prima di marzo, provocando la cassa per 30.000 dipendenti.
Mai, nella storia recente della Fiat, si era avuto un fermo simultaneo di queste dimensioni. Finora infatti il Lingotto aveva cercato di scaglionare le fermate per modello e per stabilimento. Il blocco totale e simultaneo, annunciato a pochi giorni dalla decisione del governo che deve scegliere se e come rinnovare gli incentivi, diventa inevitabilmente uno strumento di pressione fortissima sull´esecutivo. Così in serata il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi giudica quella della Fiat «una decisione grave, presa a freddo, che interrompe in qualche modo il filo del dialogo sociale». Un filo che il governo si augura di «ricucire presto al tavolo dedicato al gruppo». Il primo incontro tra azienda, esecutivo e sindacati è in programma venerdì.
Sul tavolo, oltre allo stabilimento siciliano e alla questione degli incentivi, c´è la ristrutturazione di Pomigliano. Nello stabilimento campano continua la protesta dei dipendenti interinali che non si sono visti rinnovare il contratto: ieri sono saliti sui capannoni, hanno minacciato di darsi fuoco e poi hanno sfilato in corteo.
I sindacati hanno accolto con preoccupazione l´annuncio del blocco produttivo. Per Roberto Di Maulo del Fismic, «il vero rischio è che Termini sia solo la punta dell´iceberg e che l´esito finale sia di trasferire la produzione auto fuori dall´Italia». Il segretario nazionale della Fiom, Gianni Rinaldini, sottolinea che «Torino un giorno annuncia la distribuzione dei dividendi agli azionisti e il giorno successivo annuncia la cig». I sindacati hanno indetto uno sciopero di 4 ore per il 3 febbraio.
La crisi continua a provocare passaggi di proprietà dei marchi storici. Ieri Gm ha annunciato di aver venduto la svedese Saab agli olandesi di Spyker. L´operazione costerà 74 milioni di dollari cash e 326 in azioni privilegiate. Bei garantirà un prestito di 400 milioni di euro.