Fiat a Bonanni: al via su Mirafiori

23/11/2010

Obama e Biden in visita oggi agli impianti Chrysler in Indiana
MILANO — «Piena disponibilità». E se la data non è ancora stata fissata, le indiscrezioni danno tempi brevi: primo incontro per Mirafiori entro fine mese. Non può lasciare senza risposta proprio Raffaele Bonanni, la Fiat. È il leader sindacale che più di altri si era speso per l’accordo di Pomigliano e più di altri, durante e dopo quella trattativa, su tutte le tappe di Fabbrica Italia ha puntato, scommesso, creduto. Non ha cambiato idea. I continui «dobbiamo fare presto» di Sergio Marchionne, senza che però arrivasse l’attesa convocazione, stavano diventando un problema pure per il segretario Cisl. Che infatti a un certo punto — sabato — ha abbandonato i toni morbidi e a sua volta forzato: adesso basta, si smetta anche «il gioco al massacro sulla Fiom», «vogliamo sapere dal Lingotto che cosa vuol fare a Mirafiori e negli altri siti». Termine preciso: «Otto giorni».
Forse è solo un caso che coincida con quel «fine mese» di cui si parla ormai da un paio di settimane. Di certo, però, se lo stesso «invito» a uscire dalla vaghezza l’avevano lanciato anche gli altri sindacati, la risposta formale arriva solo dopo l’uscita del leader Cisl. E Marchionne la detta dagli Stati Uniti, alla vigilia di un giorno non proprio qualsiasi per Chrysler: oggi a Kokomo, Indiana, per la seconda volta Barack Obama e il vicepresidente Joe Biden visiteranno (inusualmente insieme) un impianto del gruppo italo-americano.
Non si vuole più, però, dare l’impressione che «la testa» sia solo a Detroit. Che Fabbrica Italia venga in secondo piano. E allora è «in merito alle dichiarazioni» di Bonanni che il Lingotto, ieri, ha ribadito di aver dato «piena disponibilità per una riunione sul futuro di Mirafiori» già nell’incontro romano del 4 novembre. Con un’ulteriore precisazione: alle lettere separate (Fiom da una parte e Fim-Cisl, Uil, Fismic dall’altra) di richiesta del tavolo, la risposta era già stata data. Venerdì scorso, quando — si legge nella nota Fiat — «l’Unione Industriale di Torino ha inviato a tutti i sindacati di categoria una lettera formale, in cui è stata confermata l’intenzione della nostra azienda di avere un incontro congiunto con tutte le organizzazioni sindacali».
Manca ancora la data, è vero. E se per la Fiom «la responsabilità è tutta della Fiat», Bonanni accoglie «con piacere» la risposta, ribadisce di fatto le aperture anche sulla «formula newco» («A noi interessa la conferma di Fabbrica Italia e siamo disponibili a trovare le eventuali soluzioni contrattuali»), si augura a questo punto che «per fugare ogni incertezza ed equivoco la trattativa si apra nei prossimi giorni». È quello che accadrà. L’attesa non è però legata all’agenda Usa di Marchionne: come per Pomigliano, sarà Paolo Rebaudengo a sedere al tavolo con i sindacati.