Fiabilandia: «Se ci tolgono i ponti è la fine»

07/09/2011

Si definiscono «un’oasi felice» ma sono lì in piazza Cavour, i n prima fila, e sono un a delle delegazione più nutrite e agguerrite . Sono i dipendenti del parco giochi Fiabilandia, arrivati con una cinquantina d i rappresentanti, tutti vestiti con la polo bianca con tanto di logo . Muniti di bandiere e striscioni non hanno dubbi. «Sulla questione dei ponti e delle festivit à non ci possono essere ripensamenti: dovesse ritornare la loro cancellazione per noi sarebbe la fine». Lo dicono all’uni – sono, spiegando che, al momento, la situazione per loro non è così critica. «Molti di noi lavorano a Fiabilandia da oltre 20 anni e non ci possiamo davvero lamentare , perché il nostro contratto aziendale ci tutela sotto molti punti di vista» .
Il problema, spiegano i rappresentati sindacali che capeggiano il gruppo di manifestanti, è che «con la manovra rischiamo delle detrazioni in busta ma anche di vedere vanificati molti degli sforzi fatti in tutti questi anni». Senza dimenticare u n altro aspetto . Non secondario, almeno secondo i dipendenti del noto parco giochi : «I tagli del governo andranno a colpire le tasche dei cittadini , soprattutto di quelli che appartengono al ceto me – dio e che rappresentano la grossa fetta dei nostri clienti» . Insomma, anche Fiabilandia il timore degli effetti collaterali deflagranti serpeggia senza sosta. E i dipendenti, in piazza, si dicono pronti a lottare «in difesa di quell’oasi felice» .