Feste, shopping a rischio per gli scioperi

17/12/2007
    lunedì 17 dicembre 2007

    Pagina 9 – Economia e politica

      Feste, shopping a rischio per gli scioperi

        Agitazioni nel commercio e nei trasporti. Il Codacons: esposti contro il caro prezzi

        Prodi insiste: "Gli
        ultimi aumenti sono
        ingiustificati".
        Pecoraro: i rincari in
        Consiglio dei ministri

        ALDO FONTANAROSA

        ROMA – Archiviata l´agitazione dei Tir, altri scioperi si vedono all´orizzonte. Accennati, a volte appena minacciati, eppure potenziale incognita per le vacanze italiane e lo shopping di Natale.

        Gli aerei, intanto. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti minacciano di incrociare le braccia (e le ali) se il governo non li informerà sulla vendita di Alitalia. I piloti della compagnia di bandiera hanno già proclamato lo sciopero (per il 7 gennaio, appena dopo l´Epifania) mentre Eurofly non volerà il giorno successivo.

        Mal di pancia anche nel commercio, settore ancora privo del contratto. Venerdì 21 si fermeranno le imprese operative 5 giorni la settimana. Il 22 dicembre, tutte le altre. E questo mette a rischio le compere di Natale proprio in due giorni «chiave» come il 21 e il 22 dicembre.

        Abbastanza arrabbiati i dipendenti delle farmacie private, che appenderanno i camici al chiodo sempre il 21 dicembre.

        Mai sopita poi la rabbia dei metalmeccanici per il contratto che non arriva. Dall´uno fino al 21 dicembre, Fim, Fiom e Uilm proclamano 8 ore di sciopero, territoriale e aziendale. Niente straordinari inoltre il sabato.

        Nel settore elettrico, Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil chiedono l´astensione dal lavoro straordinario tra il 19 dicembre e il 23 gennaio 2008. Stop nelle prime 4 ore lavorative il 19 dicembre e il 28 gennaio. Mentre il personale delle centrali di produzione si fermerà le ultime 4 ore del turno del mattino e le prime 4 ore, il pomeriggio.

        Piange anche il telefono. Da ieri e fino al 22 dicembre, i lavoratori dei call center di Telecom Italia si fermano tutti i giorni per un´ora a fine turno. Mentre il 20 dicembre sarà la volta dei dipendenti Wind, che appendono le cuffie per l´intera giornata.

        Sullo shopping incombe anche, è noto, l´allarme speculazione sui prezzi. L´associazione dei consumatori Codacons chiama i magistrati a un paziente lavoro di controllo, depositando 102 denunce per aggiotaggio in altrettante Procure. In concreto la magistratura dovrebbe sequestrare le fatture con cui i negozianti pagano i loro fornitori, e metterle a confronto con i prezzi finali. Il premier Prodi, da Bologna, conferma la sua arrabbiatura: «Non c´è alcun motivo per aumenti generalizzati – dice – si tratta solo di una speculazione al rialzo che prende corpo sotto Natale». Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente) sottoscrive e chiede che il prossimo Consiglio dei ministri affronti il caso: «I prezzi – nota – hanno una notoria rigidità verso il basso. Quando salgono, poi faticano a tornare indietro e a volte restano sui livelli alti guadagnati. Per questo, bisogna ideare un meccanismo a garanzia del potere di acquisto. Non possiamo permetterci contrazioni dei consumi, soprattutto a Natale».

        Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, sventola una Proposta di Legge che depositerà a breve: «Vogliamo ricostituire il Cip, vogliamo fissare un tetto massimo di prezzo ai beni di prima necessità: pane, pasta e latte».