Festa, primarie e cortei: la sfida delle piazze

17/09/2007
    sabato 15 settembre 2007

    Pagina 3 – Interni

    Festa, primarie e cortei
    Autunno, la sfida delle piazze

      di Eduardo Di Blasi / Roma

      La politica alla prova della piazza. Non ancora passato il ciclone delle manifestazioni di Beppe Grillo con cittadini di sinistra come di destra pronti a mandare a quel paese questo e quell’altro esponente politico, la classe politica nazionale, il governo e la sua maggioranza in testa, si troveranno ad affrontare, da qui a dicembre, una moltitudine di piazze diverse.

      La sfida, che fino ad oggi pareva in larga parte ristretta agli avvenimenti del «Palazzo» (inteso in larga parte come Palazzo Madama, dove un’esigua compagine di maggioranza fa quotidianamente i conti con i numeri usciti dalle urne), si aprirà su diversi fronti della competizione politica.

      Da domani a dicembre vedremo in piazza esponenti politici di ogni colore, candidati alle primarie, padani, Cobas. Sfileranno cortei contro le tasse e manifestazioni contro gli evasori. Si discuterà, in parte, oltre che del futuro del governo e della sua maggioranza, anche del futuro del Paese. Giusto domani pomeriggio Piero Fassino, segretario dei Ds, parlerà a Bologna, alla Festa nazionale dell’Unità. Sono attesi 500 pullman e migliaia di persone, tra cui Walter Veltroni, per un evento politico che sancirà di fatto la campanella dell’ultimo giro nella nascita del Partito Democratico. Eccola, subito davanti, un’altra piazza che influenzerà le dinamiche politiche future. Il 14 ottobre, l’atto fondante. Le primarie del Pd. Certo, conterà chi le vincerà, di quanto le vincerà. Ma anche questo dato tutto numerico non basterà. Quello che verrà misurato dal termometro della politica sarà l’incidenza che quelle elezioni avranno tra la gente. Quanti andranno a votare? Quanti sosterranno il nuovo soggetto? Cinquecentomila? Un milione? Uno e mezzo? Sono rapporti di forza, forza della politica. Radicamento. Il numero di chi andrà ai seggi nelle sezioni o ai gazebo sarà un segnale non solo per Veltroni, o Bindi, o Letta. Sarà un segnale per tutti, per il governo Prodi, per la sua maggioranza, anche per l’opposizione. In mezzo c’è un’altra piazza. Che non si vedrà come le file ai gazebo o le bandiere per strada. È la platea dei lavoratori, operai, pensionati, precari, che dovranno votare il referendum sul protocollo sul welfare, dopo il no della Fiom. È un’altra conta che non si fa in Parlamento ma che fa bene alla politica intesa come condivisione delle scelte. Inutile sottolinearne le ripercussioni sulla tenuta della maggioranza in caso di successo, o, peggio, di insuccesso (anche se appare limitativo fermarsi alla mera questione partitica). Tornando al mese di ottobre sul calendario della politica è fissata la data del 20. La manifestazione della sinistra che per adesso vede divise per due le componenti più radicali dell’Unione. Rifondazione e Pdci ci saranno. Sd e Verdi no. È una piazza complicata quella del 20 ottobre. Può rappresentare un rischio politico sia per chi ci va che per chi decide di non andarci. Il rischio, oltre che il tema di quella piazza (il refrain è «quanto sarà contro il governo?»), sarà anche nelle dimensioni viste le delusioni della contromanifestazione al Family Day in piazza Navona, e, in maniera anche più stridente, con le due manifestazioni concomitanti per la pace. O che, al contrario, diventi anche troppo grossa, con esponenti della maggioranza di governo a gridare contro le scelte di quello accompagnati da centinaia di migliaia di persone.

      Ma in piazza non andrà solo la sinistra. Alleanza Nazionale ha organizzato per il 13 ottobre (un giorno prima delle primarie), la sua manifestazione centrata sui temi delle tasse troppo alte e sulla sicurezza. Un’uscita singola, senza alleati, anche qui per constatare il proprio stato di salute rispetto al proprio popolo. Chi invece dal proprio popolo padano non sembra volersi separare è Umberto Bossi che ieri, rinverditi i fasti dell’ampolla del Po, ha condiviso con Silvio Berlusconi l’idea di portare in piazza i cittadini il 2 dicembre. Berlusconi vorrebbe farlo a Roma, come l’anno scorso. Bossi ha scelto Milano. Le premesse ringhiano: «Vogliamo fare una manifestazione cattiva contro il Governo sulle tasse». Da qui al 2 dicembre la strada è tanta.

      Le piazze d’autunno

      Grillo – Piazza Maggiore a Bologna e nel resto d’Italia tante piazze per il Vaffa-Day di Beppe Grillo l’8 settembre. Successo annunciato ma gradissimo. Sberleffi, qualche insulto con una partecipazione emotiva e tantissimi giovani.

        Festa de l’Unità – Tocca a Piero Fassino domani nel grande spazio di Parco Nord a Bologna il primo grande appuntamento del centrosinistra e in particolare del nascente Pd. Appuntamento tradizionale che si colora di molti significati politici nuovi.

          Destra – Un appuntamento, anzi tre per la destra. Comincia An il 13 a piazza San Giovanni. Iniziativa presa da Fini proprio a ridosso delle primarie. Poi il 2 dicembre doppio appuntamento: a Roma indetto da Berlusconi. La Lega nello stesso giorno sarà a Milano.

            Primarie – Qualcuno dirà che non sono una piazza. Vero, sono mille piazze: il 14 ottobre si vota per le primarie, un voto tutto volontario (dagli elettori ai seggi) che coinvolgerà un enorme numero di persone. L’attesa è grande, si parla di cifre da uno e due milioni di persone.

              Sinistra – Il 20 ottobre l’appuntamento della sinistra radicale promosso da un gruppo di intellettuali ma ormai diventato il «campo» di una grande prova di forza. Gli slogan e il tono di questa manifestazione saranno decisivi anche per il governo.