Festa nazionale del turismo. Dibattito al Palacongressi

24/09/2012

«Il lavoro nero sconfigge quello serio premiando l`illegalità»

CERVIA. E` stato Cesare Damiano l`ospite di punta della serata di sabato alla Festa nazionale del Turismo in corso al Palacongressi. Il giornalista del Corriere Romagna Massimo Previato ha moderato il dibattito sulla Valorizzazione del lavoro, diritti e formazione professionale. Sul palco insieme all`esponente Pd – già sindacalista e ministro del Lavoro e della Previdenza sociale nel secondo Governo Prodi (2006-08) – anche Franco Martini, segretario generale Filcams Cgil, Giovanni Pirulli, segretario nazionale Fisascat Cisl, Brunetto Boco, segretario generale UilTucs e Costanzo Jannotti Pecci, presidente nazionale Federterme. «Il vero problema è il costo del lavoro – ha sottolineato nel suon intervento Jannotti Pecci – sul quale occorre urgentemente intervenire. Inoltre, l`assurdità è che il lavoro a tempo determinato, con la riforma Fornero sarà contributivamanente penalizzante». Significativo anche l`intervento della preside dell`istituto albeghiero di Castel San Pietro Terme: «La riforma Gelmini ha dimezzato le ore di pratica, questo per una scuola professionale è assolutamente dequalificante, poichè fa perdere quel valore di effetto formativo che vorremmo imprimere ai percorso scolastico dei nostri studenti. Scuola e lavoro dovrebbero essere più legati, perchè l`una è in funzione dell`altro e i nostri ragazzi devono capire quali sono le differenze tra i due mondi». Quindi l`intervento di Cesare Damiano: «La prima cosa che dovrebbe avere in mente un legislatore in tema di mercato del lavoro dovrebbe essere l`eliminazione del "nero". Con le norme attuali non è detto che si eviti questo rischio.
Il lavoro nero sconfigge il lavoratore serio premiando l`illegalità. Gli enti bilaterali sono una buona cosa – ha proseguito – ma vanno fatti per lavoratori e imprese, perchè per loro devono distribuire risorse: malattia, formazione, tutela». Quanto al problema della scuola, è convinzione dell`ex ministro «che molti ragazzi siano obbligati a scegliere formazioni che non sono più funzionali a un futuro professionale. Dobbiamo sì far studiare i nostri figli, ma le cose "giuste". Fare lo chef, fare il maitre, solo ottimi lavori, le attività artigianali sono pregiate al pari di quelle intellettuali, e per questo occorre una riforma culturale che arrivi alle famiglie italiane. Sono anche d`accordo su una riforma cogente dell`alternanza scuola lavoro».