Festa e firme, Cgil in piazza

27/09/2002

          27 settembre 2002



          Festa e firme, Cgil in piazza

          Sì ai diritti e alla difesa dell’articolo 18. No al patto per l’Italia, alla finanziaria e alla guerra preventiva. In 120 piazze, oggi il sindacato scalda i motori per lo sciopero generale del 18 ottobre. Offrendo vino, pizza e polenta. A Roma, in Campo dei Fiori, il debutto di Epifani. «Le firme? sono già due milioni e mezzo»

          MANUELA CARTOSIO
          MILANO

          Pizza e polenta taragna, raspadura e gnocco, porchetta e risotto con luganega, salumi e torte, aperitivi, sangria, vino, musica e … firme. Oggi la Cgil fa festa in 120 città. Il cibo è comunicazione, socialità e le Camere del lavoro si mettono il cappello da cuoco per diffondere convivialmente nelle piazze le idee della Cgil. L’iniziativa "Una firma, una festa" serve a portare fuori dalle fabbriche e dagli uffici il no al Patto per l’Italia, alla finanziaria, alla guerra "preventiva" e il sì alla difesa e all’estensione dei diritti. E serve a scaldare i motori per lo sciopero generale del 18 ottobre, definito dal neosegretario Guglielmo Epifani «uno sciopero per l’Italia». Per lui sarà il primo intervento urbi et orbi da segretario generale; alle 20 le feste diffuse si collegheranno via satellite con Campo dei Fiori da dove il successore di Cofferati annuncerà che la raccolta di firme per i "due sì e due no" è a metà dell’opera. «Siamo a quota 2 milioni e mezzo, già così è un record», dice Carlo Ghezzi, responsabile nazionale dell’organizzazione Cgil, «le firme vengono su bene, stiamo rispettando la tabella di marcia e sicuramente raggiungeremo i 5 milioni». Quel che è successo da luglio in qua «non fa che dar ragione alla Cgil» e le firme esprimono «un dissenso sempre più largo, ben oltre i nostri iscritti, nei confronti del governo e di chi, avendo condiviso le sue scelte, adesso si ritrova con un pugno di mosche».

          Intanto, però, il parlamento, nonostante la mobilitazione della Cgil, approva la delega sul mercato del lavoro, prossimamente voterà la deroga all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. «L’avevamo messo nel conto. La data del 18 ottobre l’abbiamo calibrata apposta per piazzare lo sciopero generale dopo la finanziaria e dopo l’approvazione del 488 e del 488 bis. Cadute di tensione non ce ne sono. Loro sono tosti, ma lo siamo anche noi. Risponderemo colpo su colpo». Si illude, aggiunge Ghezzi, chi pensa che lo sciopero del 18 sarà il canto del cigno della Cgil. Dopo ci saranno i rinnovi contrattuali e la finanziaria "vera". Quella appena presentata è pessima, «ma siamo ancora al galleggiamento in stile andreottiano, il governo per tener buone Cisl e Uil fa strillare Regioni e Comuni». Lacrime e sangue arriveranno l’anno prossimo con una manovra "correttiva" che Berlusconi imputerà «alla guerra che nel frattempo avrà pensato bene di fare reggendo la coda a Bush».

          C’è una guerra da scongiurare e il tema, ovviamente, entra di prepotenza nell’iniziativa di oggi che comunque non rinuncia a essere una festa. Michele Gravano, della Cgil di Napoli, fa gli scongiuri, «speriamo non piova». In piazza del Gesù, vicino all’università e a un centro sociale, la Cgil distribuirà pizze, frittelle e taralli. I giovani sono uno dei target da raggiungere per costruire quelle che un tempo si chiamavano "alleanze sociali". Poi ci sono i commercianti, «neri perché la stagione turistica è andata male, incacchiati assai con Berlusconi che invita a spendere, spendere, spendere. Un invito grottesco per chi sta a Napoli e al Sud». A Bergamo, garantisce il segretario della Cgil Maurizio Laini, la polenta sarà «rigorosamente taragna e di sinistra». Sarà cucinata in piazza Vittorio Veneto e la Cgil si è attrezzata per soddisfare duemila avventori. Nonostante sull’Eco di Bergamo da mesi non passi neppure un spillo targato Cgil, garantisce Laini, la gente verrà e sarà tanta. «Vogliono far credere che la Cgil è sola, isolata, fuori dal mondo. Con questa festa dimostreremo che siamo in mezzo alla gente e sappiamo starci in allegria, determinati ma non rabbiosi». Bergamo ha raccolto finora 36 mila firme, le assemblee per preparare lo sciopero generale vanno bene, «nonostante le azioni di contrasto di Cisl e Uil». La Cgil bergamasca ha voluto fare le cose in grande. Questa mattina alla Malga lunga di Gandino, luogo storico della Resistenza, tiene il convegno "Cosa ne sanno i nostri ragazzi?". Domani pomeriggio la festa proseguirà con un grande concerto al Lazzeretto.

          Anche la Camera del lavoro di Milano, prima di festeggiare alla Darsena, tiene un convegno su "I diritti dei lavoratori" che prevede gli interventi non "allineati" (alla Cgil) di Pietro Ichino e dei segretari milanesi di Cisl e Uil. Come sempre a rullo compressore la Cgil dell’Emilia Romagna che di feste ne ha organizzate ben ventitré. Due gli appuntamenti a Bologna: alle 20,30 in piazza Unità «tutti insieme con crescenza e mortadella» a sentire Epifani; alle 22 in piazza Verdi, cuore della città universitaria, incontro dibattito su "sapere e diritti".

          Sarà puntata sugli studenti la prossima iniziativa straordinaria della campagna "Tu togli io firmo". Si terrà l’8 ottobre. «Metteremo i banchetti davanti alle università e alle scuole superiori», anticipa Ghezzi, «e raccoglieremo le firme dai 15 anni in su»