Ferri: c´è un´ipotesi romana per salvare i 270 lavoratori

11/02/2004

BARI

MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina V
 
 
IL CASO
Attivato il tavolo di lavoro a Palazzo Chigi. Tornano gli ammortizzatori

Ferri, c´è un´ipotesi romana per salvare i 270 lavoratori
          È stato formalizzato l´impegno a seguire il destino degli operai
          La speranza è che si concretizzino le proposte di chi ha manifestato interesse

          DAVIDE CARLUCCI


          adesso per il caso Ferri c´è di nuovo un "tavolo romano". Detto diversamente dal gergo sindacalese: da ieri ? e alla luce degli sviluppi giudiziari degli ultimi tre mesi – è stato formalizzato l´impegno della presidenza del Consiglio a seguire, insieme ai sindacati e ai liquidatori, il destino dei lavoratori dell´ex colosso dei casalinghi. Il primo obiettivo, il più urgente, è far ripartire gli ammortizzatori sociali per consentire ai 270 dipendenti della Ferri Logistica di portare a casa uno stipendio. Su questo punto c´è un iniziale ma preciso impegno da parte del "comitato di coordinamento delle iniziative per l´occupazione", la task force insediata a Palazzo Chigi e presieduta da Gianfranco Borghini. Già oggi, comunque, il curatore fallimentare nominato dal Tribunale presenterà la richiesta di cassa integrazione nel corso di un incontro in Provincia.
          Borghini ieri pomeriggio ha ricevuto i rappresentanti di Cgil e Cisl e il curatore fallimentare della Ferri, Riccardo Zingaro. L´incontro è durato due ore ed è stato, secondo Zingaro, «soddisfacente: anche se di concreto non c´è ancora niente, va registrata come positiva la disponibilità di tutti a cercare insieme una soluzione». Meno ottimista è la Cgil: «L´incontro in sé è stato positivo ? commenta Gaetano Morgese, il leader della Filcams-Cgil che segue le trattative – Ma il problema è che siamo pronti a fare tutti i ragionamenti di questo mondo ma non sappiamo da dove cominciare». Il fatto è che la famiglia Ferri ha presentato appello contro la dichiarazione di fallimento della Logistica. E finché il tribunale, competente, quello di Bari, non si pronuncia ? l´udienza è fissata il 16 – «non possiamo prendere alcuna decisione di merito», ha riconosciuto per primo Borghini. Anche Agostino Meale, l´amministrativista nominato custode giudiziale dell´intera holding, è persuaso che l´esito dell´udienza di Bari è decisivo. Se i giudici dovessero accogliere il ricorso della famiglia, si passerebbe dal fallimento all´amministrazione straordinaria, la "Prodi bis". «L´iter cambierebbe radicalmente», spiega Morgese.
          La speranza di Zingaro e dei sindacati, allora, è che si concretizzino le proposte di chi, nelle settimane scorse, ha manifestato interesse a rilevare la holding. In particolare, si fa il nome di Bernardi, il gruppo friulano che sta già rilanciando Postalmarket dopo la disastrosa gestione Filograna. Un salvataggio è possibile anche per Ferri ma bisogna far presto. «Il punto è che Ferri ? avverte Morgese – una società che pur avendo grandi difficoltà, ha comunque una rete appetibile sul mercato. Ma più passa il tempo e più la gente si disaffeziona al marchio».
          In attesa che il Tribunale di Bari decida, qualcosa però si può fare. «Abbiamo chiesto al ministero di accelerare le procedure per la cassa integrazione», continua Morgese. E già oggi Zingaro formalizzerà la sua proposta in Provincia nel corso di un incontro con l´assessore alla formazione Rocco Paparella. Ma c´è un altro fronte che va tenuto d´occhio: Arepo dovrebbe decidere in questi giorni che tipo di rapporto mantenere con il gruppo Ferri. Se comprare, cioè, il ramo d´azienda che adesso gestiscono in affitto o interrompere il rapporto contrattuale e procedere alla liquidazione delle spettanze». Una cosa o l´altra cambierebbe di molto gli scenari sul futuro del gruppo Ferri. Un risultato minimo ma certo è invece l´impegno di Europrogea, la società di Corato che ha deciso di assumere 43 lavoratori a tempo determinato per portare a compimento una commessa Ferri. «Sono già lì che lavorano ? sospira Zingaro ? e almeno questa è una piccola soddisfazione».