Ferrara. Picchetti davanti agli iper

01/07/2002



FERRARA
sabato 29 giugno 2002, SS. Pietro e Paolo
   
Picchetti davanti agli iper
Cgil in lotta contro le proposte di Coop Estense
GIORNATA DI SCIOPERO

È iniziato all’alba, alle 4.30, il giorno più lungo di Coop Estense. Quando era ancora buio, nella mezz’ora che precede il primo turno di lavoro, sono iniziati i picchetti davanti agli ipermercati Il Castello e Le Mura, che proseguiranno poi per tutta la giornata. È uno sciopero, quello indetto dalla sola Cgil contro le proposte aziendali per il rinnovo del contratto integrativo, che porta con sè una tripla lacerazione. Quella tra le sigle sindacali (Cisl e Uil hanno scelto di trattare). Quella tra uno dei pilastri della cooperazione e la Camera del Lavoro. E, all’interno della stessa Cgil, tra la "base" e una fetta consistente (79 persone, pari all’85%) di quadri e direttivi Coop iscritti al sindacato. L’agitazione, che coinvolge circa 1000 addetti in tutta la provincia di cui 800 solo nei due iper ferraresi, proseguirà per tutta la durata dell’orario di servizio. Ci saranno volantinaggi. E, in caso di apertura dei negozi, non si escludono manifestazioni all’interno.
Alla vigilia dello sciopero, 79 tra quadri e direttivi di Coop estense iscritti alla Cgil hanno deciso di non aderire. E lo hanno fatto con una lettera in cui accusano la Filcams di «aver presentato all’azienda ulteriori richieste rispetto a quelle approvate alle assemblee con costi insostenibili». La replica non si è fatta attendere. Dino Bonazza, segretario regionale Filcams, in una lettera prima ricorda gli esempi della Cooperativa Consumatori Nord Est e di Coop Adriatica, per le quali si è arrivati, insieme a Cisl e Uil, a un accordo sull’integrativo: nel primo caso «c’è un contratto unico». Nel secondo «si contratta per aree geografiche. Coop Adriatica tra l’altro aveva lo stesso problema di Coop Estense, e cioè quello di sciogliere le società strumentali. Problema risolto con un protocollo nazionale sottoscritto con le tre organizzazioni sindacali nazionali e che ha consentito di recepire per via contrattuale quegli elementi di competitività sul mercato che le aziende subiscono in maniera diversa nei diversi mercati in cui operano e per le diversità storiche non modificabili con forzature o interventi ideologici». Quindi «gli strumenti per consentire di essere cooperativa a pieno diritto anche in Puglia ci sono e potevano essere usati e possono essere usati anche adesso». Bonazza va ancora più a fondo, e afferma che «non si può ignorare che in tutto il mondo quando in una cooperativa si chiedono sacrifici, in primo luogo si chiedono ai soci e non solo ai dipendenti e tra questi ultimi non solo a chi ha meno diritti». Da parte sua, Legacoop di Ferrara e Modena difende a spada tratta l’operato dell’azienda. Rammenta il suo impegno sull’articolo 18, ribadisce che «in Coop Estense sono garantite da anni tra le migliori condizioni salariali, normative e tutti i diritti contrattuali». Lo sciopero, continia, «è ingiustificato perché motivato da un presupposto non accettabile; un rinnovo integrativo aziendale che costerebbe 40 miliardi a Coop Estense (cioè tutte le risorse disponibili dell’azienda) contro il miliardo e mezzo dell’ultimo contratto». Legacoop dichiara perciò di condividere «appieno le proposte di Coop Estense, che sono serie e ragionevoli, perché offrono condizioni migliori a tutti i propri lavoratori e nel contempo garantiscono le condizioni indispensabili allo sviluppo e al futuro di questa organizzazione di consumatori». Non manca una nota di amarezza per «l’ennesimo attacco rivolto con toni e linguaggi dispregiativi nei confronti del gruppo dirigente e di tutta Coop Estense». Sulla vicenda è intervenuto anche il consiglio d’amministrazione di Coop Estense che in una nota ribadisce che nell’azienda «si è costruita in questi anni una condizione normativa e salariale che non ha eguali in Italia nel settore del commercio». Da qui il rifiuto per «gli attacchi polemici che la sola Filcams Cgil ha portato alla Cooperativa, in un crescendo spropositato in cui molte parole e giudizi pesanti sono stati espressi a scapito della verità. Non ci sentiamo affini alla Confindustria e a Berlusconi. Non meritiamo giudizi che ci accomunano alle "peggiori imprese private". Non "inquiniamo l’immagine del mondo cooperativo"». Il Cda sottolinea che da parte dell’azienda «non vi è nessuna proposta che muti in peggio le attuali condizioni salariali e normative dei nostri dipendenti. Si punta, al contrario, a far compiere a tutta la cooperativa un salto di qualità, giungendo finalmente a costituire un’azienda unica che parificherà nel tempo la realtà emiliana e quella pugliese».
Sul fronte politico, la protesta della Filcams Cgil ha incassato l’approvazione dei Comunisti Italiani e di Rifondazione. Il segretario regionale del Pdci Rocco Giacomino ha presentato una risoluzione a sostegno dei dipendenti di Coop Estense. Il Prc mette in chiaro di non voler «entrare nel merito della trattativa, ma ribadisce il proprio No al doppio regime salariale tra vecchi e nuovi dipendenti, perché propedeutico alle "gabbie salariali" e alla divisione dei lavoratori».