Ferrara. «Oggi vendere le farmacie è una cosa di sinistra»

06/02/2003

 

 




 
FERRARA
giovedì 6 febbraio 2003, S. Paolo Miki
   
CHECCOLI (LEGACOOP)
«Oggi vendere le farmacie
è una cosa di sinistra»

«L’ho detto, senza registrare ostilità preconcette, in presenza di numerosi testimoni durante gli incontri preliminari sul bilancio comunale e quindi non mi costa nè fatica nè imbarazzo ripetere ora che secondo me la giunta, prima ancora di Agea, avrebbe dovuto mettere sul mercato le farmacie comunali». Egidio Checcoli, presidente della Legacoop, la butta in politica, non in affari.
Coop Estense, data per interessata all’eventuale acquisto di una quota minoritaria dell’Afm, Checcoli la mette da parte. «E’ al Comune che conviene vendere oggi le farmacie, perchè oggi hanno un valore e fra cinque anni chissà». Le obiezioni di sinistra sulla cessione dell’Afm Checcoli non le comprende: «Fatemi capire, Agea è una cosa di destra e allora la si può privatizzare e invece la farmacie sono di sinistra e allora debbono restare pubbliche al 100%? Io la penso diversamente. Vedo che la società è cambiata e che le farmacie comunale non svolgono più la funzione sociale che avevano quando sono state create, anche se rappresentano una ricchezza per il Comune».
Checcoli vede anche le difficoltà di bilancio del Comune che impediscono all’amministrazione di rispondere alle nuove domande di assistenza (anziani) e di servizi (scuole infanzia). «Mi permetto di dare un consiglio di sinistra – dice Checcoli – qualora il Comune decidesse di vendere una quota dell’Afm, potrebbe destinare tutto o parte del ricavato a investimenti in campo socio-assistenziale». Questa è per Checcoli la sostanza del problema, una sostanza che contrappone a chi (Zapparoli, Filcams-Cgil) polemizza sul metodo scelto dall’assessore Ricci per riproporre la questione Afm: «Il metodo conta, ma la sostanza di più».


Una farmacia comunale