Ferrara. Farmacie chiuse per sciopero

18/12/2003


GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 11 – Cronaca
 
 
Farmacie chiuse per sciopero
Domani fermata di otto ore per il nuovo contratto


      Oltre ai trasporti e al commercio, anche il settore delle farmacie municipalizzate è in fibrillazione. La trattativa con Assofarma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro si è nuovamente arenata dopo l’incontro di sabato 13 dicembre e le organizzazioni dei lavoratori (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil) hanno deciso di passare dallo stato di agitazione allo sciopero nazionale di otto ore. Domani le farmacie comunali terranno dunque le serrande abbassate, servizi minimi garantiti permettendo.
      Massiccia l’adesione allo sciopero a Ferrara. In una nota l’Afm rende note le modalità dello sciopero: la farmacia 1 “Porta Mare” resterà chiusa dalle 7 alle 23, ma garantirà il servizio notturno; la farmacia numero 5 “Mizzana” (via Modena 185) resterà aperta solo domani mattina, ma chiuderà al pomeriggio; resterà regolarmente in servizio per l’intera giornata la farmacia numero 6 “Pomposa” (via Pomposa 50), mentre le restanti 8 farmacie municipali (Estense di via Bologna 175, Gaibanella di via Partigiama Babini 12, Arianuova di via Arianuova 74, Barco di via Bentivoglio 158, Stazione di piazzale stazione 5, Foro Boario di via Zappaterra 1, Krasnodar e Pontegradella di via Pioppa 170) domani resteranno chiuse.
       La trattativa tra Assofarma e sindacati si è arenata principalmente su tre scogli: quello dell’educazione continua in medicina (Ecm), vale a dire l’aggiornamento professionale obbligatorio; quello del trattamento economico e dell’indennità tecnico professionale. Per quel che riguarda il primo punto, i sindacati giudicano insufficiente l’investimento proposto da Assofarma per i corsi di aggiornamento, ovvero un rimborso spese di 12 euro per ogni credito acquisito (ma limitato al 40% dei crediti complessivi previsti in un anno), e dieci minuti di permessi retribuiti per ogni credito (ma con lo “sbarramento” del 40% sul totale).
       Molto distanti anche le posizioni se si passa alla parte economica. L’offerta di Assofarma, a copertura del recupero dell’inflazione per il biennio 2002-2003, è ferma a 70 euro in busta paga in più, mentre le organizzazioni sindacali chiedono un adeguamento di 160 euro per i salari dei farmacisti. I sindacati vogliono inoltre che l’indennità tecnico professionale venga affrontata già in ambito di contrattazione nazionale e non in quella integrativa.
       Si chiede infine la disponibilità a riconoscere le ore di permesso retribuito ai lavoratori stranieri per la partecipazione a corsi di italiano e il 100% della retribuzione per i 150 giorni di assenza obbligatoria per maternità.
       La delegazione di Cgil, Cisl e Uil, dopo l’incontro di sabato con Assofarma, ha dato mandato alle segreterie nazionali di proclamare un’ulteriore giornata di sciopero «se i tempi del negoziato vengono fatti slittare in maniera inaccettabile e se non vengono modificate le disponibilità della controparte».