Ferrara. Doppio sciopero per il Billa

11/03/2005

    venerdì 11 marzo 2005

      Pagina 12 – Cronaca

      COMMERCIO IN CRISI

      Doppio sciopero per il Billa
      Sette esuberi tra via Argine Ducale e via Modena

      di Alessandra Mura

        E’ una stagione buia per il settore del commercio ferrarese. Dopo la rottura con il gruppo Bennet – accusato di non rispettare i diritti dei lavoratori – i sindacati ieri hanno aperto le ostilità contro la catena di supermercati Billa. L’azienda tedesca Rewe (che gestisce Billa e Standa), all’ultimo confronto del 22 febbraio a Roma ha annunciato in tutta Italia la chiusura di 67 supermercati Billa e la messa in mobilità di 411 lavoratori, di cui 350 delle filiali Standa e 61 delle filiali Billa. Sette licenziamenti toccheranno Ferrara: 3 nel supermercato di via Argine Ducale e 4 in quello di via Modena. Immediata la risposta dei sindacati: un pacchetto di 16 ore di sciopero, articolato in otto ore a livello nazionale domani e altre otto, solo a livello provinciale, sabato 26.

        E’ dal luglio del 2004, hanno spiegato ieri Davide Finchi (Filcams Cgil), Jairo Luis Attanasio (Fisascat Cisl) e Giorgio Zattoni (Uiltucs Uil), che il gruppo Rewe ha annunciato lo stato di crisi. Da allora le organizzazioni sindacali hanno avviato una costante trattativa, allo scopo di concordare un utilizzo mirato degli ammortizzatori sociali. Le ultime cifre fornite a dicembre dal gruppo, che in tutto il Ferrarese conta 130 dipendenti per otto punti vendita, risultavano comunque “sottostimate” rispetto al quadro emerso tre settimane fa a Roma. Poco prima di Natale – nel corso di confronti tenuti nel “Distretto Nord Est” a Carmignano di Brenta e a Ferrara – si parlava di 300 esuberi e tre chiusure per Standa, e 20 esuberi e nessuna chiusura per Billa, con l’assicurazione inoltre che il Ferrarese non sarebbe stato coinvolto da licenziamenti. Il 22 febbraio, la doccia fredda: «Un aumento unilaterale del 30% degli esuberi. Ancora più incomprensibile dal momento che le filiali locali sotto osservazione risultavano quelle di via Padova e via Modena, mentre Argine Ducale era stato definito tra i più redditizi».

        Negli ultimi mesi, in ogni caso, non erano mancati i segnali negativi. A cominciare, incalzano i rappresentanti dei lavoratori, «dall’uso massiccio del trasferimento del personale». Trasferimenti definitivi, anche su distanze di 80-100 chilometri, che non è difficile immaginare “strategici” visto «che hanno portato a decine di dimissioni». Oltre ai tre supermercati nel Comune di Ferrara, Billa conta altri cinque punti vendita in tutto il territorio: a Migliarino, Portomaggiore, Copparo, Cento e Bondeno. Le segnalazioni ai sindacati parlano di cambiamenti di sede (con la stessa mansione) da Portomaggiore a Cento, da Migliarino a Ravenna, da Bondeno ancora a Cento.

        Non solo. Al gruppo vengono contestate politiche commerciali sbagliate, poco attente alla competitività (dopo le nuove aperture Bennet a Cento e Coop a Portomaggiore) e miopi dal punto di vista merceologico. Una su tutte: «A Natale c’erano sei metri lineari dedicati a venti tipologie diverse di wurstel, e non si trovavano abbastanza cotechini, salamine o il liquore alchermes per preparare la zuppa inglese. Ma nonostante le segnalazioni da parte degli stessi addetti, il gruppo non ha cambiato rotta».

        E’ mancata inoltre un’autentica programmazione economica: «Nessun investimento per l’acquisto di immobili, nessuna capitalizzazione: i locali sono tutti in affitto». Per questo risulta inaccettabile, continuano i sindacalisti «che le conseguenze di queste scelte sbagliate vengano pagate dai lavoratori e non dai dirigenti che le hanno prodotte. Tanto più che da parte dei dipendenti è sempre stata dimostrata piena disponibilità e buona volontà». In tutte le filiali il personale da tempo era stato ridotto ai minimi termini, e questo a sua volta ha causato un inevitabile peggioramento nella qualità del servizio. A questo vanno aggiunti il blocco degli straordinari e le ferie arretrate: c’è chi ha accumulato fino a 50 giorni residui.

        L’ultima stoccata viene riservata a un atteggiamento, da parte del gruppo, in odor di comportamento antisindacale: «Ci risulta che in ogni filiale si siano tenute riunioni aziendali, come è legittimo che avvenga. Ma ci è stato anche riferito il tentativo di scaricare molte responsabilità sul sindacato e di intimidire i gli addetti intenzionati a scioperare, e questo non lo possiamo permettere».

          Lo sciopero ha visto il sostegno anche delle segreterie nazionali confederali. Domani le otto ore di astensione dal lavoro copriranno tutto il territorio nazionale: «Ci auguriamo che questo contribuisca a riaprire la trattativa interrotta da Rewe, che il 22 febbraio ha ritenuto che il tempo del confronto fosse già scaduto. In caso contrario, sabato 26 ci sarà un’altra giornata di sciopero, solo ferrarese. Ai lavoratori lanciamo un appello: è importante il vostro sostegno in questa lotta».