Fermi i consumi, crollano le vendite al dettaglio

28/11/2002

            28 novembre 2002

            Nel mese di settembre l’indice del commercio fisso non ha segnato alcuna variazione. Su base annua la flessione è dello 0,2%
            Fermi i consumi, crollano le vendite al dettaglio

            MILANO. Le vetrine dei negozi si colmano per affrontare l’imminente
            frenesia degli acquisti prenatalizi, ma probabilmente quest’anno non
            ci sarà la solita corsa allo shopping.
            Le vendite al dettaglio crollano e smorzano gli entusiasmi festivi. Secondo
            i dati Istat, infatti, a settembre l’indice del commercio fisso non ha registrato alcuna variazione sul mese precedente, facendo, invece, rilevare una flessione annua dello 0,2%, risultante di un aumento dello 0,4% dei prodotti alimentari e di una diminuzione dello 0,5% di quelli non alimentari.
            A compensare la caduta di questi ultimi mesi non è bastato l’incremento
            dell’1,7% registrato nel periodo gennaio-settembre: si tratta, dunque, del calo più marcato dal marzo 2000, quando le cifre segnarono un -0,4%.
            Il crollo dei consumi al dettaglio, al solito, si distribuisce diversamente
            fra grande e piccola distribuzione.
            Sugli scaffali di ipermercati e supermercati le vendite sono aumentate
            dell’1,2%, mentre nei piccoli negozi hanno registrato una diminuzione
            dello 0,5%.
            La grande distribuzione, infatti, segna incrementi sia per i prodotti
            alimentari (+2,0%) che per i non alimentari (+0,2%), mentre la piccola
            distribuzione registra, rispettivamente, -0,2% e -0,7%. «Consumi al palo e vendite in caduta libera con tendenziale da record. E il governo sta a guardare». Questo il commento del presidente della Confesercenti, Marco Venturi sulle vendite al dettaglio di settembre.
            «Stiamo scivolando lungo una china pericolosa – sottolinea Venturi
            - e rischiamo di toccare il livello più basso con le prossime festività
            natalizie quando invece, tradizionalmente, i consumi dovrebbero avere
            un’impennata. Abbiamo lanciato più volte l’allarme: senza una ripresa
            dei consumi non può esserci ripresa economica. Al governo – ricorda
            Venturi – avevamo chiesto di anticipare la riforma fiscale concedendo
            un bonus di 50 euro mensile per ottobre, novembre e dicembre, ma
            non abbiamo avuto alcuna risposta». Sugli stessi toni la risposta dell’Intesa dei consumatori a Sergio Billè, presidente della Confcommercio, che auspicava per il mese di dicembre un aumento delle spese dello 0,1% rispetto al 2001. «Sarà un Natale gelido, quest’anno, per i consumatori. Si spenderà in meno lo 0,67% in prodotti alimentari e il
            2,1% per quelli non alimentari. Cioè l’1,61% in meno del dicembre 2001».