“Fermate i trasferimenti” La protesta sale sui tetti

03/02/2011

Torino – Alla Oerlikon scioperano gli addetti esterni incaricati delle pulizie
Sul tetto per difendere stipendio e livello. Ieri mattina cinque lavoratori dell’impresa di pulizie presso la Oerlikon-Graziano di Rivoli sono saliti sul tetto dell’azienda per protestare. «Ci riducono l’orario, il livello e ad alcuni li spostano a Poirino – sbotta Rosario Cardella a nome dei colleghi -. Non è giusto, quello è il nostro posto di lavoro non ci possono mandare così lontano facendoci anche guadagnare di meno. È un’ingiustizia, hanno anche mandato delle altre persone a sostituirci durante lo sciopero».

La tensione è scoppiata a seguito del cambio di appalto dell’impresa di pulizie. Al posto della Puliservice di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, il 31 gennaio è subentrata la Reber srl di Torino. «Nell’incontro che abbiamo avuto lunedì all’Unione industriale – racconta Antonio Ambrosino, delegato della Filcam-Cgil – abbiamo scoperto che dei 14 dipendenti, tra full e part-time, tutti sarebbero stati demansionati di livello e avrebbero avuto un orario più corto. Un problema per gente che si vedrà ridurre uno stipendio già non ricco. Per questo non abbiamo firmato l’accordo, come ha fatto la Cisl».

Ma il problema più grave sono i trasferimenti. «Tre vengono distaccati presso altre aziende – continua Ambrosino -: due a Poirino e uno a Pianezza. Non è credibile perché la Orlikon oggi è in piena ripresa e gli operai fanno anche gli straordinari. Non si capisce perché si debba ridurre il personale delle pulizie». Secondo il sindacato la ditta dovrebbe assumere il personale conservando orario e mansione e soprattutto il posto dove svolgeva fino a ieri il proprio lavoro. Martedì hanno protestato davanti ai cancelli, ma non vedendo risposta cinque lavoratori ieri sono passati all’azione. Un blitz in piena regola.

«Ci siamo nascosti dietro un tir che entrava in azienda – ricorda Cardella – e siamo saliti sul tetto. E da qui scenderemo solo se e quando ce lo dirà il nostro delegato sindacale». Fermi nella decisione anche i suoi colleghi Paolo Ligas, Hassan Niba, Buschaid Allaf e Ronald Aquilar. Tutti intenzionati a restare anche la notte, nonostante il freddo e la stanchezza. «Ci faremo portare una tenda e delle coperte – dichiara Cardella -, ma non ci muoviamo». La Orlikon subisce, suo malgrado, questa situazione, dato che i lavoratori non sono suoi dipendenti.

Alla Reber, però, sono altrettanto stupiti. «Abbiamo investito in macchinari e qualità del lavoro – spiega Manuela Reolfi – per questo serve meno gente alla Graziano, dove comunque forniamo un servizio eccellente, e perciò abbiamo chiesto ad alcuni di svolgere le mansioni in altri appalti». E le riduzioni di stipendio? «Si parla di una trentina di euro al massimo – confida -, soldi che possono recuperare facendo dello straordinario». E chiede disponibilità da parte dei lavoratori. «Hanno firmato tutti, mancano solo loro – dichiara Reolfi -. Però non andremo sul tetto a fare trattative».

I cinque irriducibili non si muovono. «Qui c’è il nostro posto di lavoro – replicano – e lo difenderemo con le unghie e con i denti. Non possono mandarci così lontano per lavorare e far venire altri qui. Andremo avanti e se sarà il caso porteremo questa storia davanti a un giudice».
Ma l’azienda risponde «Abbiamo comprato nuovi macchinari, ci serve gente altrove»