“Feltrinelli” Il libraio storico: «no ai fast book»

24/04/2006

    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 7 – Capitale/Lavoro

    intervista – il libraio storico

    �In sciopero
    Diciamo no ai fast book�

      Librerie Feltrinelli ferme in otto citt�. La denuncia del dipendente �anziano�: i ritmi aziendalisti bloccano il rapporto con gli appassionati del libro

        LUCA DOMENICHINI

          Va avanti da sabato scorso lo sciopero indetto dai lavoratori della Feltrinelli e dei negozi e megastore Ricordi. Per oggi sono in programma manifestazioni a Bari, Torino, Firenze, Brescia, Parma, Ravenna, Modena e Bologna. Dopo lo sciopero pasquale, il primo nella storia della pi� grande industria culturale italiana, avvenuto a Roma, Milano, Napoli e in altre cinque citt�, i �commessi� – come sono chiamati dopo la riorganizzazione aziendale del 2001 – si fermano di nuovo per protestare contro il contratto integrativo proposto dalla Feltrinelli. �Un contratto – osserva Enrico Ragazzi, libraio storico di Bologna e Rsa Cgil trattante al tavolo – che apre alla precariet� anche nella nostra azienda, introducendo le tipologie di contratto atipiche generate dalla legge 30�.

            Come vanno le trattative?

              Su alcuni comportamenti aziendali c’� poca chiarezza. Nel 2001, quando il nuovo gruppo dirigente si � presentato, l’azienda raggiungeva una quota di mercato del 19%. Oggi siamo cresciuti, salendo al 23%: la Feltrinelli resta leader indiscussa nel settore della distrubizione culturale in Italia.

                Perch� l’esigenza di un nuovo piano?

                  Probabilmente per una restrizione della domanda complessiva. Emblematico, in questo senso, � il mercato della musica, che ha perso quote. La previsione � di un calo costante delle perdite, sebbene la quota di Feltrinelli nella vendita di prodotti musicali si sia rafforzata sempre di pi�.

                    C’�, insomma, un calo del fatturato complessivo?

                      Quello del mercato musicale � solo un esempio per spiegare le strategie complessive dell’azienda: il fatturato globale, che non � pi� quello di un tempo, spinge la Feltrinelli a cercare di ragionare in termini di abbattimento dei costi, esasperazione degli indici di produttivit� e dei margini sui prodotti. Ci sono molti editori che ritengono di essere �strozzati� dalle condizioni contrattuali imposte dalla Feltrinelli. Attraverso questo meccanismo centralizzato, tra l’altro, il messaggio che arriva ai fornitori pu� essere riassunto cos�: tu non vai pi� a farmi la prenotazione nel singolo punto vendita, ma vieni direttamente da me, distributore centralizzato, per farti fare un ordine su novantatr� negozi. L’operazione d� un margine di profitto ben diverso.

                        E’ cambiato qualcosa nelle librerie Feltrinelli dagli anni Ottanta a oggi?

                          Sono stato assunto dalla casa editrice fondata da Giangiacomo Feltrinelli nel 1989, nella libreria di Bologna. Cinque anni fa c’� stata la riorganizzazione aziendale e la firma del precedente contratto integrativo (11 settembre 2001, ndr): la relazione con il cliente e la conoscenza del prodotto sono diventate da allora qualcosa di superfluo per i �commessi�. Il libraio, prima, era tenuto a conoscere la richiesta dei lettori, tradizionalmente �forti� alla Feltrinelli. Questo scambio tra cliente e addetto, tra l’altro, era una esperienza straordinaria e bellissima per il libraio, perch� sapevi di consegnare un prodotto ma anche di ricevere molto da un lettore attentissimo. Ora, in qualche modo, il modello centralizzato riduce tutto a scala, spersonalizzando il lavoro, in base a un unico modello e identiche procedure, determinando la scomparsa della figura dei librai storici che davano in qualche modo il carattere al negozio.

                            Se passer� il nuovo contratto integrativo proposto dall’azienda, cosa cambier� per gli anziani e i neoassunti?

                              Intanto va detto che questa ultima ipotesi dell’azienda ha avuto carattere ultimativo, determinato dal fatto che � stata accompagnata da una lettera di Carlo Feltrinelli in persona. Ci siamo trovati nella condizione di dovere prendere o lasciare una offerta che introduce clausole elastiche e flessibili nei contratti, apprendistati, contratti d’ingresso e a tempo determinato. Questa posizione della Feltrinelli ha influito molto nella nostra decisione di fare il primo sciopero nella storia del gruppo editoriale. Per i neoassunti, oltre alle tipologie precarie, ci sarebbe la sorpresa di vedersi cancellare, per i primi dodici mesi, la maggiorazione per le domeniche lavorative.