Feltrinelli, esito incontro 07/11/2011

Segreterie nazionali

Il 7/11/2011 si e’ svolto l’incontro con l’ azienda per la discussione del rinnovo del contratto integrativo e sono emerse grosse difficoltà.
L’ azienda infatti ha dichiarato che nel 2011 le vendite hanno subito un calo, a parità di punti vendita, del 5,3% rispetto al 2010, con un fatturato pari a 13 ml in meno rispetto all’anno precedente. Il periodo natalizio inoltre secondo le previsioni aziendali non sarà in grado di recuperare la situazione.
Le previsioni per il 2012 sono altrettanto preoccupanti.
Nonostante questa situazione l’azienda intenderebbe continuare ad investire confermando le aperture di: Verona stazione, Vicenza, Cosenza, Livorno, La Spezia e Firenze nel corso del 2012;
le stazioni di Firenze,Bologna e Verona per il 2013 e Bari nel 2014.
Questo programma è finalizzato a recuperare quote di mercato ed a rioccupare i lavoratori dei negozi che potrebbero chiudere dei quali l’ azienda non ha ancora fornito notizie perché ancora in via di valutazione.
Riguardo all’implementazione dei negozi in franchising la direzione aziendale ha precisato che non si tratta di nuove aperture ma di librerie già presenti i cui proprietari sono interessati a lavorare con Feltrinelli. Attualmente vi sono già 9 franchising con previsione di ulteriori incrementi.
L’azienda ha dichiarato che questo programma complessivo di espansione unito alla riorganizzazione dei negozi con prodotti aggiuntivi ai tradizionali (cartoleria, punti ristoro) nonché l’entrata delle nuove tecnologie attraverso un prodotto Feltrinelli e-book, vengono messi in campo per affrontare la crisi e consolidare la presenza di Feltrinelli come primo gruppo nel settore e salvaguardare l’occupazione.
Se questo programma può essere considerato positivo, è emerso tuttavia un elemento fortemente negativo in quanto l’Azienda ha dichiarato che per sostenerlo deve abbattere i costi e sul banco di accusa è finito il contratto integrativo considerato “troppo oneroso”.
Ha chiesto quindi di sospenderne l’applicazione per 2 anni per i nuovi assunti e per i negozi di nuova apertura per poi decidere in seguito con che tempi applicarlo.
Inoltre ha proposto di prevedere una modalità di pagamento dell’ indennità del lavoro domenicale per tutti i lavoratori che porti risparmi all’azienda in materia di contributi aggiuntivi come per i premi di produttività e poiché il nuovo sistema porterebbe benefici economici anche ai lavoratori per la minore tassazione, ha proposto inoltre di sospendere per tutti i lavoratori il pagamento forfettario aggiuntivo delle domeniche e le indennità ad personam di 5 e/o 8 euro legate all’anzianità di servizio.
Per quanto riguarda il premio variabile l’azienda ha sottolineato che non vi possono essere elementi a garanzia per la sua erogazione se non vi sono risultati di fatturato.
Tutta l’ impostazione presentata dall’azienda non e’ accettabile in quanto la strada individuata per sostenere i nuovi investimenti è quella di far pagare i lavoratori.

Pertanto la nostra posizione espressa alla’ direzione aziendale è stata la seguente:

L’Azienda non può presentare un conto così salato a fronte di una situazione certamente preoccupante ma non disastrosa dal punto di vista economico e in ogni caso deve presentarci il suo bilancio economico e tutti i dati utili all’analisi della situazione.

    Il contenimento dei costi per favorire gli investimenti non può essere caricato sulle spalle dei lavoratori ma deve essere fatto eliminando le inefficienze e gli sprechi.
    il calo del fatturato, oltre alla crisi, deriva anche dal livello di servizio che si da ai clienti e quindi è necessario aumentare gli organici nei negozi che sono sottodimensionati e che danneggiano l’immagine storica di Feltrinelli il programma di aperture presentato è importante ma è altrettanto importante sapere quali sono i negozi a rischio di chiusura.
    per quanto riguarda il franchising l’Azienda si deve impegnare ad escludere le piazze dove è già presente con negozi diretti per evitare concorrenze sleali.
    Il periodo difficile che si sta attraversando può essere affrontato se c’è chiarezza e se si trovano soluzioni condivise e a fronte di forti garanzie occupazionali.
    Le garanzie occupazionali riguardano in primo luogo i lavoratori in forza che a fronte delle varie riorganizzazioni o chiusure di negozi devono essere ricollocati senza penalizzazioni.
    Vogliamo capire il numero dei nuovi assunti a fronte delle nuove aperture perché non è pensabile affrontare il progetto di espansione riciclando i lavoratori esistenti, serve quindi un impegno di incremento occupazionale complessivo derivante dalle nuove aperture e dall’incremento dell’organico nei negozi esistenti
    e’ necessario migliorare le condizioni di lavoro, puntare sulla qualità, facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, migliorare la condizione dei part time.

Per quanto riguarda l’Integrativo:non siamo d’accordo a sospensioni ne’ parziali ne’ totali del contratto integrativo.
Per i nuovi assunti e per le nuove aperture abbiamo dato la disponibilità ad analizzare tempi più lunghi di applicazione in cambio di buona e stabile occupazione.
Non siamo d’accordo a fare operazioni a rischio economico per i lavoratori e quindi un’ eventuale diversa erogazione dell’ indennità domenicale potrebbe essere praticabile solo a fronte di benefici certi anche per i lavoratori e comunque non potrebbe che essere parziale, sperimentale e con erogazioni ravvicinate per andare in contro al problema del “FINE MESE”
Per quanto riguarda il premio variabile abbiamo sottolineato che anche in tempi migliori è sempre stato molto esiguo e deciso unilateralmente dall’ azienda e quindi bisognerebbe individuare obbiettivi condivisi partendo da un confronto sull’organizzazione del lavoro dei negozi per migliorarla e ottenere risultati con la partecipazione dei lavoratori. In quest’ambito parametri di riserva già discussi trovano la loro legittimità.
In sostanza se dobbiamo affrontare un periodo di emergenza non vi possono essere colpi di coda da parte dell’ azienda che deve dare la disponibilità al rispetto totale degli istituti del CIA che hanno un significato importantissimo per difendere i quali sono già stati sacrificati in passato altri elementi .
L’azienda a fronte della nostra posizione ha dichiarato che vuole affrontare questa situazione cercando soluzioni condivise.
Il confronto quindi continua ed e’ stato aggiornato a Roma per il 29 novembre, data in cui abbiamo chiesto all’azienda di presentarsi con impegni scritti in risposta alle nostre richieste.
Il 28 pomeriggio è stato fissato il coordinamento unitario per discutere e mettere a fuoco le nostre proposte.
Il 29 sarà per noi il momento di verifica decisiva della volontà aziendale a trovare soluzioni condivise. Se ciò non si verificasse verranno messe in atto azioni di lotta.

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Roma, 10 novembre 2011