Federturismo si rivolge a Ciampi

18/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
066, pag. 15 del 18/3/2004
di Fabio Donfrancesco


Ieri al Quirinale.

Federturismo si rivolge a Ciampi

Gli operatori del turismo, dopo aver bussato inutilmente al portone del governo, che continua a tergiversare davanti alle pressanti richieste di provvedimenti che possano effettivamente rilanciare l’intero settore, hanno varcato la soglia del Quirinale. Ieri, una delegazione di Federturismo/Confindustria, guidata da Antonio D’Amato e da Costanzo Iannotti Pecci, ha incontrato il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi per presentare l’attuale situazione in cui versa l’industria nazionale del turismo. Il capo dello stato ha espresso così il suo rammarico perché ´l’Italia non è al primo posto in Europa per numero di arrivi, ma si posiziona dietro la Francia e la Spagna. Con tutto quello che abbiamo di patrimonio naturale e artistico, non vedo perché Francia e Spagna debbano essere avanti a noi’, ha sottolineato Ciampi. ´Certo, sono impressionato dai dati del turismo in Italia: questo settore mobilita risorse consistenti e assicura un saldo valutario di più di 10 miliardi di euro, apporto importantissimo nella voce bilancio dei pagamenti; nell’occupazione impegna 2 milioni di addetti, che è ormai quasi il 10% dell’occupazione totale in Italia’, ha ricordato sempre il capo dello stato. Il quale ha successivamente sottolineato come ´esistono elementi di forza e punti di debolezza nell’offerta e l’industria turistica è fortemente condizionata dall’immagine complessiva che il paese sa dare di sé. Allora bisogna intensificare i nostri sforzi, perché la competizione internazionale, non solamente quella europea, ma anche internazionale, è molto alta’. Il discorso del presidente della repubblica, rivolto ai rappresentanti degli imprenditori, ha toccato anche il momento non del tutto positivo in cui versa l’economia del paese. ´Il sistema italiano’, ha affermato in conclusione Ciampi, ´è in un periodo purtroppo di stagnazione e bisogna scuoterlo. Dobbiamo saper rinnovare il nostro modello di sviluppo, non accontentarci di tutto quello che finora abbiamo realizzato, ma guardare avanti con fiducia per far sì che l’Italia abbia di fronte a sé un futuro quale le compete, del quale essa è degna’.