Federterme: Jannotti riconfermato presidente

14/07/2005
    giovedì 14 luglio 2005

      pagina 18 Turismo

      Federterme
      Jannotti riconfermato presidente

      Fabio Donfrancesco

        In un momento particolarmente incerto per il termalismo e più in generale per l’industria del turismo e delle vacanze, gli imprenditori del settore hanno espresso ieri nuovamente la loro fiducia a Costanzo Jannotti Pecci, riconfermandolo all’unanimità per altri quattro anni alla presidenza di Federterme. L’assemblea elettiva si è svolta nella sede confindustriale dell’Eur a Roma, dove l’imprenditore è di casa, visto che ricopre contemporaneamente la carica anche di numero uno di Federturismo. Dal suo posto d’osservazione privilegiato, Jannotti Pecci non nasconde le difficoltà e le impegnative sfide che lo attendono per il rilancio di un comparto che registra un trend negativo ormai da più stagioni, malgrado il contemporaneo boom della domanda del ´prodotto benessere’.

        ´Ho accettato, con l’impegno formale da parte dei colleghi di un’alternanza alla fine del mandato, perché mi è sembrato doveroso tenere il timone della barca in un mare così agitato’, premette Jannotti Pecci. ´Abbiamo innanzitutto il rinnovo del decreto ministeriale che scade alla fine dell’anno e che consente l’erogazione delle cure termali da parte del Ssn. Poi attendiamo la piena attuazione della legge 323 di riordino del settore termale’, continua il presidente dell’associazione confindustriale. ´Riguardo la promozione specifica del comparto, compito demandato dal legislatore all’Enit, che oggi è in piena riforma; nel contempo abbiamo dato il via a una campagna istituzionale di promozione per rilanciare l’immagine del termalismo presso il grande pubblico, con lo slogan ”Acque termali, benessere naturale”. Poi c’è il tema del marchio di qualità termale; la formazione, evidenziata dalla legge che prevede una figura specifica, l’operatore termale; con le regioni’, ribadisce il presidente, ´dobbiamo anche definire specifici provvedimenti di natura urbanistica per la valorizzazione dei territori in cui sono presenti gli stabilimenti termali. A questo proposito’, dice Jannotti Pecci, ´vogliamo la tutela del marchio termale, oggi utilizzato impropriamente e illegittimamente. Per tutelare da un lato le vere aziende termali, e dall’altro il cliente, che spesso utilizza strutture e servizi fatti con mezzi che di termale hanno ben poco’. L’ultima nota dolente per il presidente di Federterme è ´la mancata privatizzazione delle strutture pubbliche, a distanza di quasi otto anni dall’approvazione della legge Bassanini. ´Su 13 terme solo una è passata effettivamente di mano, perché si è voluto privatizzare soltanto la gestione e non le società’. (riproduzione riservata)