Federterme: è urgente la riforma

27/09/2000

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Mercoledì 27 Settembre 2000
italia – economia
Le terme ripartono dalla qualità Federterme: è urgente l’approvazione del progetto di riforma

ROMA Marchio di qualità per le acque termali, specializzazione in termalismo per i futuri medici, sostegno economico alle imprese attente all’ambiente, incentivi al turismo. Tutti temi emersi nell’annuale assemblea di Federterme, l’Organizzazione aderente a Confindustria che dal 1919 rappresenta le oltre 340 terme italiane.

«La legge di riordino del settore termale è un appuntamento che non può più essere rinviato». Con queste parole Costanzo Jannotti Pecci, presidente della Federterme, ha sottolineato la necessità avvertita dall’intero settore di un sostanziale cambiamento dell’attuale normativa. E le nuove regole che dovranno disciplinare la materia, a cui si sta arrivando dopo oltre vent’anni, soprattutto attraverso l’impegno istituzionale della Federazione sono una buona base di partenza. Il miglioramento potrà arrivare grazie alla nuova legge di riordino del settore termale che, passata all’unanimità alla Camera e al Senato, in sede consultiva, ora attende l’approvazione dell’Aula di Palazzo Madama.

La data della discussione non è stata ancora fissata, ma sarà molto presto, come ha assicurato nel suo intervento il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Patrizia Toia.

Il provvedimento regolamenta con precisione il settore che, secondo i dati del 1999 di Federterme, ha un fatturato annuo di oltre 600 miliardi (180 a carico del Ssn) per le prestazioni sanitarie e 6mila per le attività turistiche e impiega con l’indotto 65mila persone. Con il riordino del settore, le cure termali saranno erogate esclusivamente negli stabilimenti termali che avranno un marchio di "qualità ambientale" e quindi sarà difficile spacciare per località e cure termali quelle che in effetti non lo sono. Dall’assemblea è partito anche un caloroso invito alle Istituzioni, Governo e Regioni in primis, per l’emanazione dei necessari provvedimenti di attuazione che consentano una rapida "messa a regime" del provvedimento, all’indomani della sua entrata in vigore.

L’appuntamento dell’Assemblea dei soci di Federterme ha rappresentato anche un momento di verifica e di esame delle molteplici iniziative intraprese l’anno scorso e quest’anno. Il dato certo è la ripresa, sia pure contenuta, dopo anni di stasi della crescita del settore. Il presidente Jannotti ha rilevato che i dati, ad oggi, indicano una crescita tendenziale del 3% per gli arrivi e del 3,5% delle prestazioni complessive. Sono ancora valori che potranno modificarsi anche se è chiaro un trend positivo del mercato. «Fino a giugno 2000 — ha aggiunto Jannotti — si può indicare un’ulteriore crescita del comparto (circa il 2% sia per gli arrivi che per le prestazioni), con un campionamento ancora limitato ad alcune aree territoriali».

Nel suo intervento Jannotti ha sottolineato la valenza delle terme e la necessità di dare priorità all’intero comparto che per fatturato e numero di occupati si colloca ai primi posti nella scala delle industrie nazionali del settore turismo. Le aziende termali detengono infatti una quota di mercato pari al 10% del pil turistico nazionale disaggregato.

Fabrizio Aiazzi