Federmeccanica: lunedì con Fim e Uilm per definire regole specifiche per l’auto

15/12/2010

«Bisogna fare subito, spero che riusciremo a fare l’accordo prima di Natale » ha esplicitato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Ma sono in molti ad augurarsi una rapida definizione della vertenza Mirafiori alla quale, oltre a migliaia di posti di lavoro, sono variamente legati i destini delle relazioni industrialie delle associazioni imprenditoriali
e sindacali italiane. INCONTRO SULLE REGOLE
Fare in fretta, dunque. La prossima settimana, forse già lunedì, Federmeccanica incontrerà Fim e Uilm «per definire le norme specifiche per l’auto proprio in funzione della flessibilita». Per il momento, ha specificato il direttore generale di Federmeccanica Roberto Santarelli, si discuterà di «norme all’interno del contratto nazionale che prevede delle deroghe» e non ancora di un contratto specifico per il settore delle quattro ruote completamente autonomo dalla disciplina attuale. Una precisazione che abbatterà le pur timide resistenze avanzate dalle tute blu di Cisl e Uil, ma che potrebbe lasciare insoddisfatto Sergio Marchionne, chiarissimo nell’indicarela newco per Mirafiori come estranea a Confindustria e al ccnl. «Dopovaluteremo insieme se è sufficiente a dare una risposta positiva a Fiat» ha infatti aggiunto Santarelli, convinto della necessità di ripensare il sistema della rappresentanza sindacale: «Le regole sono state costruite nella pratica e nel presupposto dell’unità sindacale. Ma quando questa realtà si modifica, è chiaro che si creano problemi». POLEMICA SUL REFERENDUM A dimostrazione, la polemica preventiva sorta tra le diverse sigle dei metalmeccanici sul referendum che dovrà confermare omenol’eventuale accordo per Mirafiori. «Non è scontato che si faccia il referendum. Ha senso solo se la Fiom riconosce il risultato di Pomigliano e firma quella intesa» ha affermato il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali. «Il referendum è uno degli strumenti di consultazione dei lavoratori, non l’unico» gli ha fatto eco Eros Panicali della Uilm. Parole che hanno scatenato l’immediata protesta della Fiom: «Ai lavoratori di Mirafiori la consultazione è stata promessa, anche con il referendum, e se qualcuno cambia idea se ne assumerà la responsabilità » ha precisato responsabile auto, Giorgio Airaudo. «È grave la disponibilità a chiudere la trattativa a fabbrica chiusa. L’accordo va fatto, ma quando i lavoratori ci sono». Una reazione che ha convinto Fim e Uilm, forse dubbiose sulla sostenibilità politica di un accordo senza referendum, a ripensare la questione. «A Mirafiori l’eventuale accordo sarà sottoposta a referendum tra tutti i lavoratori» ha corretto il segretario Fim di Torino, Claudio Chiarle. E il leader Uilm, Rocco Palombella: «Svolgeremo il referendum e sarà vincolante».