Federdistribuzione: riaprire le trattative

10/12/2007
    domenica 9 dicembre 2007

    Pagina 17 – Economia e imprese

    Federdistribuzione:
    riaprire le trattative

      Vincenzo Chierchia

        MILANO

        «Non ci sono neo-schiavi alle casse. Il sindacato deve cessare gli attacchi diretti alla grande distribuzione, come se il supermercato fosse il tempio del lavoro in nero. Servono un confronto civile e un contratto che garantisca flessibilità e tenga conto dei cambiamenti del settore». Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione (l’organismo che, all’interno di Confcommercio, associa i grandi gruppi commerciali), aggiunge che in merito al confronto sul contratto «Confcommercio ha scritto in questi giorni una lettera alle organizzazioni sindacali per rilanciare le trattative dopo la rottura».

        Nel frattempo i sindacati (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil) si sono detti pronti a nuove agitazioni a sostegno della vertenza contrattuale (chiedono in media 78 euro di aumento in due anni) e hanno indetto nuovi scioperi nel settore commerciale per il 21 e 22 dicembre, dopo quello del 17 novembre.

        «Il nodo da affrontare – aggiunge Barberini – è che si sta creando un clima di ostilità ingiustificata nei confronti della grande distribuzione. Sono partite campagne di comunicazione da parte sindacale che hanno interessato Esselunga, ad esempio, e, a mia conoscenza, si profilano contestazioni anche nei confronti di altri. Contestazioni inesistenti perché non c’è alcuna vessazione a carico dei lavoratori, anzi le garanzie che gruppi multinazionali e nazionale possono dare non sono facilmente riscontrabili altrove».

        «Il contratto deve garantire flessibilità perché è la condizione necessaria per lo sviluppo del commercio moderno – spiega il presidente di Federdistribuzione. – Flessibilità non è precariato né lavoro nero, che almeno nelle grandi catene non esiste. Sulle richieste economiche avanzate dal sindacato ci si può mettere d’accordo, non è questo il vero scoglio. Del resto le grandi catene stanno creando almeno altri 20mila nuovi posti di lavoro per il 2008».

        Flessibilità, orari e lavoro festivo sono dunque i tre punti sui quali la grande distribuzione intende puntare. «Sono queste le condizioni per crescere – aggiunge Barberini -, essere competitivi e riuscire a soddisfare la domada di consumo da parte delle famiglie».