Federdistribuzione, prosegue il negoziato

15/03/2016

Lo scorso 8 marzo è proseguito, a livello di delegazione ristretta, il negoziato con Federdistribuzione, ai fini della definizione del Contratto nazionale di comparto.

Nel corso dell’incontro, l’Associazione datoriale, confermando la disponibilità ad erogare, nel periodo di vigenza del Contratto, i medesimi aumenti retributivi previsti dal rinnovo del Contratto Nazionale  Confcommercio (85 euro), ha nel contempo ribadito l’esigenza di prevedere una durata dello stesso per il triennio 2016/2018, con decorrenza dalla sottoscrizione dell’eventuale accordo.

Il mantenimento di tale impostazione come rimarcato unitariamente, determinerebbe forti distanze non solo rispetto ai termini di decorrenza e durata e alla conseguente “scopertura” salariale per il periodo di vacanza contrattuale 2014, 2015 e, parzialmente 2016, ma anche in ordine alla definizione della massa, che, in considerazione di quanto sostenuto al tavolo da Federdistribuzione, si attesterebbe ampiamente al di sotto  di quanto previsto dal rinnovo Confcommercio.

Federdistribuzione ha inoltre precisato la richiesta, avanzata nel precedente incontro, circa l’esigenza di modificare l’assetto derogatorio introdotto nel precedente rinnovo contrattuale, relativamente alla possibilità di renderne più cogenti i termini del confronto e prevederne l’estensione agli istituti salariali.

Secondo l’impostazione illustrata, rappresenterebbero una priorità le situazioni di crisi aziendali di “particolare gravità”, per le quali sarebbe necessario intervenire con maggior drasticità, introducendo, a titolo esemplificativo, la possibilità di prevedere un differimento “automatico” dei termini di erogazione delle tranches di incremento salariale derivanti dal rinnovo contrattuale.

A questa prima tipologia di intervento, se ne aggiungerebbe una seconda, per la quale il perimetro dell’eventuale derogabilità dovrebbe essere ricompreso nella formulazione “orari, prestazioni di lavoro e relativi costi”.

Entrambe le modalità indicate, troverebbero applicazione qualora, a seguito del confronto di secondo livello, non sarebbe possibile raggiungere un accordo, prefigurando quindi un automatismo “a valle” del confronto stesso.

È stato inoltre confermato da parte dell’Associazione datoriale, l’interesse ad introdurre un meccanismo di assorbimento dei “premi fissi aziendali” (ex Protocollo 21/07/93) rispetto ad aumenti retributivi riconosciuti a seguito dell’eventuale definizione del Contratto nazionale.

In aggiunta a tali richieste, Federdistribuzione contempla altri due ambiti di discussione, relativamente a parte delle misure individuate nel contesto del rinnovo del Contratto Nazionale Confcommercio del 2015 (in primo luogo in tema di flessibilità dell’orario e nell’ambito della disciplina dei contratti a tempo determinato e parziale) e ad alcune delle disposizioni del Jobs Act (demansionamento e apprendistato).

Rispetto all’impostazione complessiva, oltreché nel merito, anche alla luce delle ulteriori precisazioni dettagliate nell’ultimo incontro, Filcams Cgil , Fisascat Cisl e UILTuCS hanno unitariamente espresso contrarietà ed evidenziato forti distanze e preoccupazione per l’andamento della trattativa.

In considerazione della problematicità degli argomenti posti, il confronto è stato aggiornato ai prossimi 31 marzo e 1 aprile.