Federdistribuzione, esito trattativa CCNL 18/02/2014

Roma, 3 marzo 2014

il 18 febbraio us si è svolto a Roma il previsto incontro con Federdistribuzione per proseguire il confronto in merito al Contratto Nazionale. La delegazione datoriale ha introdotto l’argomento riguardante gli orari di lavoro con la premessa di considerare tale tema il più rilevante per le imprese rappresentate. La richiesta, secondo Federdistribuzione, poggia su due pilastri: agire sugli orari per ricondurre il costo unitario del lavoro a livelli sopportabili e non ridurre il salario dei lavoratori.
L’intervento sull’orario deve cogliere anche l’esigenza per le imprese di rispondere a un più attento presidio delle vendite e del servizio al cliente.
Per quanto sopra, la richiesta è di rendere effettivo l’orario di lavoro a 40 ore settimanali e gestire l’articolazione su 6 giorni, con il relativo riposo di legge, ma partendo dalla condizione che vede oggi le aziende libere di decidere l’apertura potenzialmente per tutti i giorni della settimana. Da ciò deriva che il mantenimento dell’articolazione su 6 giorni non deve coincidere con la distribuzione dell’orario dal lunedì al sabato.
Per l’effettività delle 40 ore settimanali è necessario eliminare la maturazione di 72 ore di Permessi Retribuiti (nel corso dell’incontro è stato chiarito che l’intervento sull’orario settimanale non incide sul divisore che quindi non subisce alcuna modifica).
Altro elemento su cui intervenire è quello delle flessibilità dell’orario durante l’anno (o per periodi diversi da individuare), identificando le settimane in cui è necessario ricorrere alla flessibilità in virtu’ delle esigenze di stagionalità e di maggiori/minori flussi. Inoltre, è necessario rendere meno gravoso l’uso di tale istituto eliminando gli oneri aggiuntivi derivanti dall’art 125 e seguenti del CCNL, considerando la flessibilità “ordinaria” sia nelle procedure operative sia nella banca ore.
Nel replicare alle osservazioni e contrarietà da noi esposte anche negli incontri precedenti, Federdistribuzione ha motivato l’obiettivo di un contratto che recuperi l’equilibrio tra lavoro e costi. La crisi è così vasta e non più tamponabile da imporre soluzioni immediate al problema del costo del lavoro che va affrontato e risolto in assenza di soluzioni da parte della politica e del quadro normativo di riferimento. Il “patto” proposto vede, a fronte di un intervento sul costo del lavoro, la salvaguardia dell’occupazione.

Le questioni poste da Federdistribuzione sono di assoluta rilevanza e gravità per l’impatto che potrebbero produrre.

La prima questione che abbiamo contestato è la non veridicità dei presupposti su cui poggia la proposta di aumentare le ore lavorate senza ridurre la retribuzione. E’ evidente che l’eliminazione di 72 ore di permesso rappresenta una decurtazione del salario, cui si aggiunge, per le imprese, un risparmio più consistente, determinato dalle
24 ore con cui le aziende hanno contribuito alla realizzazione della riduzione oraria a 38 ore.
L’assenza di politiche e di risposte sui temi del lavoro incide molto anche sulle lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno pagato la situazione di crisi e ai quali non può essere chiesto di contribuire ulteriormente peggiorando strutturalmente le condizioni di lavoro e di salario.
Abbiamo ripetuto a Federdistribuzione che l’impostazione seguita è inaccettabile perché, con maggior evidenza sul tema dell’orario di lavoro, persegue l’unico obiettivo di ridurre i costi e scaricare questa riduzione sui lavoratori. Contratti più flessibili, meno onerosi, e risparmio sulle ore lavorate costituiscono una ricetta in antitesi con la nostra piattaforma.
Inoltre, le proposte tendono – anche sull’orario – a rendere già esigibile una serie di leve organizzative neutralizzando la contrattazione di II livello mentre la richiesta e il modello da noi sostenuto va nella direzione di estendere e contrattare, nei punti vendita e nei territori, tutte le materie che impattano sull’organizzazione del lavoro. Con la contrattazione di II livello è possibile modulare e rendere adattabili le soluzioni a situazioni aziendali oggettivamente diverse e contestualmente si realizza un incentivo allo sviluppo della contrattazione stessa nelle aziende non coperte.
Il patto proposto da Federdistribuzione non è sostenibile e credibile anche perché “lo scambio” tra tutela dell’occupazione e riduzione dei costi è stato già oggetto di discussione, in diverse aziende, passando attraverso la rivisitazione del peso dei contratti integrativi e le disdette di contratti aziendali mai recuperati. Inoltre, in quelle stesse aziende, da anni, si produce una riduzione oraria attraverso il ricorso ad ammortizzatori sociali che rende più stridente la volontà di aumentare l’orario settimanale a 40 ore.
Abbiamo con chiarezza dichiarato a Federdistribuzione che se la rappresentazione delle proprie esigenze resterà immutata si rende impraticabile qualsiasi strada per costruire un Contratto Nazionale. Per rendere possibile la trattativa è necessario rimuovere gli ostacoli, a partire da quelli che incidono direttamente sul salario dei lavoratori e sugli orari, perché il perdurare di tale impostazione marca le differenze con il rischio di condurre all’incomunicabilità e al conflitto tra le posizioni.

Sono stati confermati gli altri appuntamenti di trattativa per martedì 4 marzo dalle ore 11.00 alle ore 17.00 (circa) e mercoledì 19 marzo presso l’Hotel Atlantico in via Cavour n. 23 – Roma.

                  p la Segreteria Filcams CGIL

M. Grazia Gabrielli