Federdistribuzione, esito sciopero 07/11/2015

Roma, 18 novembre 2015

il 7 novembre 2015 le lavoratrici ed i lavoratori della Distribuzione Cooperativa, delle imprese di Federdistribuzione e di Confesercenti hanno scioperato in tutta Italia.
Sono rimasti chiusi negozi ed ipermercati, molti punti vendita hanno aperto ma senza servizio nei reparti, adesioni importanti anche negli uffici e nella logistica. È arrivata una risposta netta dal Sud, stanco di continue chiusure e procedure di licenziamento e privo di una qualsiasi politica economica. Piene Piazze e Gallerie Commerciali in tutta Italia. Presidi e volantinaggi davanti ai negozi e nei parcheggi dei Centri Commerciali per spiegare ai consumatori le ragioni degli addetti che ogni giorno incontrano in negozio.
Hanno scioperato le lavoratrici ed i lavoratori delle insegne Auchan, Carrefour, Coin, Conad, Coop, Esselunga, Famila, Ikea, Leroy Merlin, Metro, Panorama, Pam, Rinascente, Ovs, Sma, Zara e molte altre.
Uno sciopero per il Contratto Nazionale ma che comprende anche le vicende aziendali, fatte di disdette di integrativi e di rinnovi difficili, di procedure di mobilità e di ammortizzatori sociali, di peggioramento dei carichi e degli orari di lavoro.
Il merito della riuscita è innanzitutto delle delegate e dei delegati, dei segretari e dei funzionari territoriali che hanno fatto un lavoro straordinario, spesso subendo azioni antisindacali da parte dei referenti aziendali che però non sono servite a limitare l’adesione allo sciopero di tante lavoratrici e lavoratori. L’esito positivo ha fatto sì che la protesta sia arrivata ai media e agli organi di stampa nazionali; l’hastag #fuoritutti è stato tra i più usati d’Italia nella giornata del 7 novembre; i social network sono stati invasi dalla mobilitazione del commercio.
Dopo 22 mesi di richieste al tavolo inaccettabili è arrivata la risposta netta delle lavoratrici e dei lavoratori, le imprese devono prenderne atto e riaprire il confronto rivedendo le loro posizioni . Lo sciopero del 19 Dicembre è già proclamato unitariamente, c’è più di un mese per verificare che ci siano le condizioni per rinnovare il Contratto Nazionale.

p. la Filcams Cgil nazionale
F. Russo / A. Di Labio